10-03-2026 ore 20:45 | Cultura - Arte
di Paola Manca

Nuovi sguardi, una mostra celebra le opere donate di recente al museo civico di Crema

Intende presentare al pubblico le più recenti donazioni entrate a far parte delle collezioni museali la mostra Nuovi sguardi. Donazioni Marazzi, Ruggeri, Vasta in programma dal 28 marzo al 26 aprile presso la pinacoteca del museo civico di Crema e del Cremasco. Promossa dall'assessorato alla cultura del comune di Crema, è stata organizzata dalla responsabile dei servizi culturali Silvia Scaravaggi e dal conservatore museale Alessandro Barbieri. I figli dell’antropologo Antonio Marazzi hanno donato l’Autoritratto in veste di pittore in costume orientale del pittore Salomon Adler (1630-1709), oltre a una consistente raccolta di volumi di antropologia e orientalistica destinata alla biblioteca comunale. I figli del pittore Elia Ruggeri hanno donato sei dipinti novecenteschi del padre, che documentano la sua ricerca figurativa tra ritratto, paesaggio e natura morta. Il colonnello cavaliere Angelo Vasta ha donato una raccolta di macchine fotografiche e cinematografiche d’epoca, preziosa testimonianza dell’evoluzione delle tecniche di ripresa e proiezione. Completano l’esposizione anche due delicati acquerelli di Eugenio Giuseppe Conti (1842-1909), acquistati dal museo attraverso una precisa politica di valorizzazione della produzione artistica locale. L'inaugurazione si terrà sabato 28 marzo alle ore 17. L'ingresso all'esposizione è libero, non è necessaria la prenotazione. Può essere visitata secondo i seguenti orari: il martedì dalle 14.30 alle 17.30, dal mercoledì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30. Lunedì chiuso.

 

Il dono alla collettività

Attraverso le donazioni, beni privati vengono affidati alla collettività, trasformandosi in strumenti di conoscenza condivisa e in nuove opportunità di lettura del passato e del presente. In questo senso, Nuovi sguardi intende sottolineare il valore della donazione museale come gesto capace di ampliare il patrimonio pubblico e di rinnovarne costantemente i contenuti, rimandando a successive occasioni studi e approfondimenti specifici, dedicati ai singoli beni. L’esposizione si delinea dunque come la prima tappa di un percorso più articolato, attraverso il quale il museo consolida la propria identità di spazio vivo e partecipato, luogo di confronto e dialogo tra opere e comunità.

 

Donazione Marazzi

Vediamo le opere donate più nel dettaglio. A ottobre 2025, i figli dell’antropologo e orientalista Antonio Marazzi hanno donato al museo un notevole dipinto e alla biblioteca comunale ‘Clara Gallini’ una consistente raccolta di volumi di antropologia e orientalistica appartenuti alla biblioteca specialistica del padre. L’opera entrata a far parte delle collezioni museali è l’Autoritratto in veste di pittore in costume orientale di Salomon Adler (Danzica, 1630-Milano, 1709), un olio su tela databile tra il 1680 e il 1690 circa, nel quale l’artista gedanese si raffigura con ironia, indossando vesti orientaleggianti e ritraendosi nell’atto di dipingere una figura femminile, con tavolozza e pennelli alla mano. Nato a Danzica in una famiglia di mercanti di stoffe, Adler si formò presumibilmente nella città natale. Giunto in Italia alla metà del Seicento, risiedette inizialmente a Venezia per circa dodici anni, per poi stabilirsi definitivamente a Milano, dove rimase fino alla morte, avvenuta nel 1709. Tra queste due importanti tappe della sua carriera si colloca anche un significativo soggiorno a Crema: nel 1665 infatti il pittore si trasferì dalla Serenissima alla nostra città, dove il 27 aprile 1666, nella chiesa di San Benedetto, sposò la cremasca Isabella Balis Crema.

 

Le opere di Ruggeri

A marzo 2025, grazie alla donazione dei figli, il museo ha accolto sei dipinti di Elia Ruggeri : Autoritratto, Ritratto della moglie Maria, Sulle spiagge del Po, Natura morta, Fiori e Forsizie. Realizzate tra il 1951 e il 1988, queste opere coprono un ampio arco cronologico e contribuiscono in modo rilevante ad accrescere e qualificare la collezione novecentesca del museo, offrendo una testimonianza della ricerca pittorica figurativa dell’artista tra ritratto, paesaggio e natura morta. Laureato in pedagogia presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Ruggeri svolse un’intensa attività nel mondo della scuola come insegnante, direttore e ispettore didattico. Parallelamente si distinse come figura di primo piano nella vita culturale cremasca, ricoprendo la carica di presidente della biblioteca comunale e del centro culturale sant’Agostino e collaborando con numerosi contributi alla rivista Insula Fulcheria. Allievo del pittore Enrico Felisari , nell’immediato Dopoguerra, Ruggeri fu anche un artista estremamente prolifico. A partire dal 1949 partecipò a mostre collettive e personali in varie città italiane - tra cui Crema, Cremona, Cortina d’Ampezzo, Longarone, Pieve di Cadore, Soresina, Castelleone, Varese, Piacenza, Parma - riscuotendo sempre larghi consensi di pubblico e critica.

 

 

Macchine fotografiche

A cavallo tra il 2024 e il 2025 il patrimonio museale si arricchisce anche di una cospicua raccolta di macchine fotografiche e cinematografiche a passo ridotto, accompagnata dai relativi proiettori e da un nutrito corredo di materiali e accessori fotografici. L’interessante nucleo, donato dal colonnello cavaliere Angelo Vasta, documenta un’importante fase della storia delle tecniche di cattura, registrazione e proiezione delle immagini, testimoniando l’evoluzione dei linguaggi visivi e delle pratiche amatoriali e professionali legate alla fotografia e al cinema. La collezione comprende numerosi esemplari rari e di particolare pregio, talvolta difficilmente reperibili, capaci di raccontare non solo lo sviluppo tecnologico dei dispositivi, ma anche la suggestione dei meccanismi di precisione che hanno reso possibile la ripresa e la proiezione analogica. Tra questi, sono stati selezionati i pezzi più rappresentativi, scelti per essere esposti e offrire al pubblico uno sguardo privilegiato su un insieme di oggetti denso di ingegno e fascino tecnico.

 

Memoria e tenerezza

Impreziosiscono infine l’esposizione due delicati acquerelli su carta di Eugenio Giuseppe Conti, tra i più significativi interpreti della pittura ottocentesca cremasca. Eseguiti nel giugno del 1896, i ritratti fissano con tocco lieve e intima sensibilità i volti delle figlie dell’artista, Clorinda e Noemi, restituendone con grazia la freschezza e l’affetto domestico. L’acquisizione di queste opere, perfezionata alla fine del 2024, segna un essenziale incremento delle collezioni civiche, frutto di un’attenta e selettiva strategia di acquisti, volta alla valorizzazione della produzione artistica degli autori radicati nel territorio. Inoltre, accostate ai dipinti di conti già presenti nel percorso permanente del museo, queste immagini intessono una trama di memoria e tenerezza, consentendo di seguire, attraverso il pennello del padre, la crescita delle due fanciulle, colte con elegante maestria in diversi momenti della loro vita.