10-02-2015 ore 17:29 | Cultura - Libri
di Angelo Tagliani

Crema, al Caffè Gallery. Camus deve morire, lo scrittore Giovanni Catelli riapre il caso

"Debbo dire poi che, come a molti altri, l'incidente che ha causato la sua morte, il 4 gennaio del 1960, mi era sempre sembrato sospetto, ed avvenuto in un momento in cui Camus aveva molti nemici: dai nazionalisti francesi agli estremisti algerini, dagli stalinisti francesi alleati di Sartre all'Unione Sovietica, che egli aveva attaccato frontalmente per la sanguinosa invasione dell'Ungheria; metterlo a tacere avrebbe fatto comodo a molti". Così Giovanni Catelli, autore di Camus deve morire, (Nutrimenti, pp.160, 13 euro), presentato ieri sera presso il Caffè Gallery di Crema.

 

L'invasione dell'Ungheria

Introdotto da Tiziano Guerini, l'autore cremasco ha offerto un esame completo della storia, dall'atmosfera dell'epoca - “con l'attività di eliminazione all'estero del Kgb” - al forte impegno di Camus, che si è speso in prima persona “contro l'invasione dell'Ungheria”. Il professor Guerini ha sottolineato come la cultura francese lo avesse isolato dopo le sue prese di posizione antistaliniste e sull'indipendenza algerina: “Camus aveva ormai troppi nemici”.

 

Gli ideali prima della vita

Illustrando il diario intimo di un poeta e traduttore Ceco, Jan Zabrana, Giovanni Catelli ha approfondito le successive ricerche e la genesi del libro: “Camus era un uomo che poneva sempre i suoi ideali prima della propria stessa vita, sin dalla militanza nel giornale clandestino Combat sotto l'occupazione nazista”.