09-10-2025 ore 20:47 | Cultura - Mostre
di Gloria Giavaldi

'Abbracci' è il desiderio di raccontarsi senza filtri: l'arte di Marangon celebra l'autenticità

C'è chi abbraccia un albero, chi un dinosauro, chi l'amore della propria vita, chi un nonno. Per l'ultima volta. E chi, se stesso. Nei corridoi della galleria Arteatro della Fondazione San Domenico da questa sera la parola d'ordine è autenticità. “Perché l'abbraccio, come l'arte, racconta ciò che siamo”. Senza limiti, senza filtri. “Senza timori”. È uno spazio intimo, in cui essere se stessi, perché protetti. Perché accolti. E' il simbolo concreto e tangibile di un legame profondo, che abbatte le distanze con la prossimità dei corpi. “E' il più autentico segno d'amore per una persona”. O per una cosa. O per se stessi. “Quando ho cominciato a lavorare alla prima opera stavo esponendo alla Pro loco, avevo del tempo libero e lo passavo dipingendo” racconta Serena Marangon. “Non avrei mai pensato di dipingere 79 quadri, tanto più di allestire una mostra dal titolo Abbracci”. Invece, l'inaugurazione è ad un passo. “Abbracci è stato un percorso nei sentimenti e nelle emozioni delle persone, che hanno scelto di spalancarmi la porta della loro intimità, raccontandomi abbracci attraverso l'occhio della macchina fotografica”. La fugacità di un attimo per raccontare momenti preziosi. “Attraverso la pittura, ho restituito la mia visione delle cose, delle persone, dei legami”.

 

Tecniche diverse

Tra le oltre 500 immagini ricevute, Serena ne ha selezionate solo 79, che ha dipinto in modi diversi. Dall'acrilico su tela, all'acquerello, fino al caffè. “Il caffè? Mi riporta ai tempi antichi, ha un sapore vintage”. É un salto nel passato, dove i ricordi si fanno sbiaditi. Dove resta e resiste solo la forza di un sentimento. Di un abbraccio. “Per formazione, prediligo la tecnica dell'acquerello”. È istantaneità. O, forse, spontaneità. Su carta compare ciò che l'arte crea. E non permette errore. “Ho cercato di restituire bellezza alla parte più intima e vera di ciascuno. Spero di aver regalato opere d'arte, che raccontano il mio sguardo sulle emozioni delle persone che si sono raccontate. Molte le conosco grazie al mio atelier di pittura: un luogo dove attraverso l'arte creiamo sintonia, connessioni, come in un lungo abbraccio. Forse questa mostra è anche il mio modo per dire grazie a tutti loro. E per chiedere loro di osservare il mio punto di vista: per far comprendere che anche la semplicità di un abbraccio non passa inosservata”.

 

 

L'amore vince

E così una coppia abbracciata in riva al mare diventa un tutt'uno con l'acqua. “Li ho voluti immaginare così: uniti, in questa ambientazione”. Perché non siamo fatti a pezzi. Mai, ma ancor di più quando è l'abbraccio a ricomporci, a ricordarci che siamo unici nelle nostre imperfezioni. E non importa di che tipo di abbraccio si tratti: “qui l'amore vince, oltre ogni etichetta”. Che sia per se stessi, per un nonno, un cane, una mamma, un papà, un bambino, il compagno o la compagna di ogni giorno: è sempre amore. Che sia eterno o istantaneo, un abbraccio è “vicinanza, cura e forse, dopo l'esperienza del Covid, vera ricchezza”.

 

L'inaugurazione

Serena si volta e vede entrare i primi ospiti. “E' ora di iniziare”. Sorride nervosa, emozionata. Prende posto all'ingresso. Accanto a lei Arwen Imperatori Antonucci per la Fondazione San Domenico e la critica Silvia Merico. “La Fondazione – ha introdotto Imperatori Antonucci – è felice di ospitare una mostra veicolo di positività e buoni sentimenti. Bello poter osservare anche le reazioni che le persone avranno riconoscendosi nelle opere”. Secondo Merico questa mostra è “come un libro. Ogni opera è una pagina”. È una storia che si svela piano, piano, in silenzio. Come in un abbraccio. “Serena è una cremasca d'adozione, che ha un grande pregio: intercetta energie artistiche, anche quelle più sopite in ciascuna delle persone che incontra. Questo la rende visibile, conosciuta, preziosa per molti. Ma Serena non è un'abbracciona. Quando ho visto l'allestimento di questa mostra sono rimasta stupita dalle emozioni e dal calore che ha scelto di trasmettere attraverso la pittura. È un regalo per la città”. La presentazione si è conclusa con la lettura di alcune poesie a cura di Manuela Vairani.

 

Quando visitare la mostra

L'esposizione sarà visitabile fino al 19 ottobre dal martedì al sabato dalle 16 alle 19. Domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Ingresso libero. Sono in programma anche alcuni eventi correlati su prenotazione, dedicati a adulti e bambini. Venerdì 10 e 17 ottobre dalle ore 18 si terrà il workshop Illustrare una poesia. Dalla lettura di alcuni versi poetici, sarà possibile dare vita ad un disegno evocativo. L'esperienza è rivolta a ragazzi e adulti dai 14 anni in su. Domenica 12 e 19 ottobre dalle 10.30 alle 11.15 appuntamento con L'hai visto davvero? Una caccia ai particolari per coppie composte da un adulto ed un bambino. Martedì 14 e mercoledì 15 dalle ore 17 alle ore 18 si terrà una lezione di disegno dedicata agli abbracci per bambini. Per prenotazioni: 3402478726.