09-09-2023 ore 20:28 | Cultura - Crema
di Denise Nosotti

Fbc, il ricordo di Camillo Lucchi nella 'sua' casa di riposo. Agazzi: 'esempio di fede e di passione'

Nel corso delle iniziative dell’età della saggezza, alla Rsa di via Zurla a Crema, è stato presentato il libro biografico di Camillo Lucchi a cui la struttura è dedicata. Sul palco dei relatori è stato posizionato un quadro raffigurante proprio Lucchi, realizzato da Wlady Sacchi. Il volume, scritto da Simone Riboldi si intitola ‘Un uomo dai molteplici volti’. Con lui Antonio Agazzi amico e ‘discepolo’ di Lucchi, la presidente della fondazione benefattori cremaschi Bianca Baruelli, la direttrice gestionale Gloria Regazzi, la responsabile del servizio animazione Cecilia Brambini e la direttrice socio sanitaria Annalisa Mazzoleni. In sala anche la vedova Lucchi, Carla Campari. “Camillo Lucchi - ha introdotto Baruelli - è un uomo che si è sempre esso a disposizione della città. Nel suo percorso politico - amministrativo, ebbe l’accortezza di riservare la struttura per le persone fragili. Da questa intuizione nacque la casa albergo e palazzo Pandini che è sede del centro diurno. Nel 1994 - prosegue - quando il suo mandato da presidente degli istituti di ricovero svolgeva al termine, intercettò il bisogno del territorio chiamato a confrontarsi con la malattia da Alzheimer e con la necessità di trovare risorse per creare il centro di valutazione della patologia. Lucchi, con il medico Villani ottenere fondi egionali per lo scopo”.

 

Gli inizi nell’azione cattolica e nella segreteria Dc

A Riboldi il compito di introdurre, a grandi linee, il volume che ripercorre la vita politico - amministrativa di Camillo Lucchi medico di famiglia. Si divide in tre parti: dal 1956 al 1980 è stato consigliere comunale a Crema nelle fila della democrazia cristiana; dal’80 al 1990 ha ricoperto il ruolo di consigliere regionale e dal 1991 al 1994 è stato presidente del Cda degli istituti di ricovero designato da regione Lombardia. Fino al 1955 visse la prima esperienza comunitaria nell’azione cattolica. Divenne poi segretario della Dc cittadina. Durante la sua esperienza da consigliere comunale si trovò per un periodo all’opposizione, quando a governare c’erano i socialisti di Maurizio Noci. Nei suoi anni in comune si trovò a dotare la città di servizi essenziali quali l’impianto fognario, del gas, l’illuminazione e l’acquedotto. “Importante fu anche il suo contributo all’edilizia scolastica quando il governo Fanfani creò i percorsi di scuola media e superiore per una crescente richiesta di scolarizzazione”. 

 

Presidente dell’Idr

“Importante - prosegue Riboldi - fu il contributo di Lucchi alla cultura. Negli anni ’60 infatti nacque il complesso di sant’Agostino che ospitava sia la biblioteca che il museo. Fu un uomo veramente lungimirante in quanto capì l’importanza di legare Crema e il Cremasco ad un territorio più ampio come quello regionale per uno sviluppo moderno e armonioso. Dalla Lombardia si fece dare risorse per ristrutturare, per esempio, la basilica di santa Maria della Croce. Nel 1990 il suo operato in regione finì. Il suo ultimo triennio politico - amministrativo lo fece agli Idr, come presidente. Fu una sorta di coronamento del suo vissuto personale e pubblico. Oltre a ristrutturare le sedi, sia in via Kennedy che in via Zurla, si occupò anche di ammodernare gli uffici dotandoli dei primi computer e di rivalutare tutto il patrimonio artistico. Fu un triennio di intenso lavoro. Nel 1993 fu lui a proporre l’intitolazione a fondazione benefattori cremaschi in omaggio a coloro che hanno contribuito alla sopravvivenza dell’ente”.

 

‘Senso del dovere’

“Nel 1993 - ha aggiunto Brambini - Lucchi ha avviato il servizio d animazione che col tempo è diventato educativo”. La parola è passata ad Agazzi, che ha curato la prefazione al volume. “È significativa la presentazione di oggi (sabato 9 settembre ndr). Ricordo che l’intitolazione della struttura a Lucchi fu proposta da Mario Bettini scomparso di recente”. Nella sua prefazione Agazzi ha voluto evidenziare la figura educativa, sociale e formativa di Camillo Lucchi un uomo che viveva la politica con passione, con la stessa passione con la quale anche i giovani dovrebbero vedere e vivere  la politica e il senso civico. “Ha fatto infatti della fede e del senso del dovere un riferimento costante della sua esistenza. Anche la professione medica era vissuta come una missione”. In sala, ad ascoltare la presentazione del volume anche alcuni ospiti della Rsa.

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