08-05-2021 ore 11:28 | Cultura - Libri
di Gloria Giavaldi

Il filo sottile di Arianna, Sartori di nuovo in libreria per sciogliere nodi e scoprire verità

Due gambe snelle si intravedono nel buio. La presenza di Arianna emerge dalla copertina, insieme ad un filo sottile che si snoda in una Milano dei nostri giorni che non brilla per giustizia. “È un filo che può rompersi da un momento all'altro”. Lorenzo Sartori torna in libreria con un giallo, dal titolo Il filo sottile d'Arianna, edito da Laurana e vincitore della quinta edizione del premio Nebbia gialla per romanzi inediti. Andrea Basilio ha quasi 40 anni, una vita andata a rotoli ed un senso di giustizia che scalpita. “Lui è quello che non si arrende, che fa cose che ritiene giuste, senza pensare alle conseguenze”. Segue l'istinto. “Forse perché il poliziotto che c'è in lui non si è mai spento”. Forse perché quella splendida ragazza di 29 anni glielo ricorda più di ogni altra cosa. Poco per volta. Lungo un filo pieno di nodi. “Ora Andrea è un investigatore privato, si accontenta, ma quando incontra Arianna, l'amante che vuole far luce sulla scomparsa di Leonardo Maggioni, potente imprenditore milanese, tutto cambia”.

 

Riscattarsi

Andrea non se ne accorge subito. “Accetta l'incarico perché attratto dalla cliente. Vuole chiudere il caso velocemente, ma non sarà così semplice”. Si ritrova con l'occasione della vita, negli stessi giorni in cui ha l'opportunità di riscoprirsi padre. Di riscattarsi. “Saranno due cose difficilmente conciliabili. Anzi, senza soluzione: il più delle volte la vita è questo”. Bisogna arrangiarsi, improvvisarsi o agire “come i giocolieri, incastrare tutto a dovere”. Andrea lo deve fare per vivere davvero altri quarant'anni di vita. Con la tenacia di un uomo ordinario, di un eroe del quotidiano, che si batte per la verità. Per vivere e non sopravvivere.

 

Donne diverse

Sulla strada incontra tante donne: “tanti modelli diversi di donna”. Ché le donne sono mica tutte uguali: “dall'ex moglie, alla figlia adolescente, fino alla femme fatale, portatrice di un fascino malato e parte di un mondo che a lui è precluso”. “Lui in fondo non se l'era scelta una vita fatta di sacrifici. Era la strada su cui l'avevano messo, e se quella strada non presenta incroci ma solo curve, mica puoi scegliere veramente dove andare. […]. Una come Arianna, invece, poteva scegliere. Era intelligente, bella e scaltra”. Quando poi le strade diventano labirinti, non v'è alternativa: “bisogna battersi, anzi spesso sbattere la testa in vicoli ciechi per trovare la via d'uscita”.

 

Giustizia e verità

Andrea lo fa sempre, in modo ordinario, per una strana fame di giustizia. È colui che “nel suo non stare fermo vuole e può contribuire alla giustizia”. Spesso lenta e dolorosa, ottenuta a suon di sacrifici, “ma è un modo per dire che se non ci si arrende, prima o poi, la verità viene a galla. Spesso è tardi per condannare, ma credo che la giustizia non sia solo la condanna dei responsabili, sia anche l'affermazione di una verità. Svelata da chi non molla, “a volte affiancato da giovani impacciati ed inesperti che devono ancora maturare, come il socio di Andrea, Marco, che nel futuro – chiude Sartori – sicuramente maturerà”.

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