08-03-2018 ore 16:38 | Cultura - Teatro
di Lidia Gallanti

Crema. San Domenico, Lucia Vasini racconta le donne e infrange i cliché con una risata

Ironica, leggera e pungente, Lucia Vasini racconta le donne in carne e ossa, tra sfaccettature e contraddizioni. Stereotipi delineati e infranti dal fragore di una risata. Questo lo spirito di Pensavo di vestirmi da uomo, spettacolo in scena stasera, giovedì 8 marzo, al teatro san Domenico di Crema. Come anticipa l’attrice, “il palco sarà un salotto tra attori e pubblico: ci piacerebbe creare una risonanza tra scena e platea, entrare in empatia e valorizzare le qualità dello spettatore”.

 

Angela Alberto e l'antropologia dell'8 marzo

Lo spettacolo inizia come una puntata speciale di Super Quark, dove la conduttrice – Lucia Vasini nei panni di Angela Alberto – parla della giornata dedicata alla donna, tra mimose e fatti di cronaca. Un’antropologa che attraverso l’ironia riflette su ciò che è cambiato nel tempo e ciò che c’è ancora da fare. “Le mimose non bastano: ormai siamo consapevoli della realtà. Tuttavia la gente ha bisogno di focalizzarsi su ciò che c’è di positivo, su valori come l’intelligenza, l’educazione e il rispetto”. I monologhi si alternano agli intermezzi musicali del cantante lirico Diego Bragonzi Bignami, accompagnato dal maestro Alessandro Lupo Pasini al pianoforte. Con loro i giovani attori Silvio Castrianni e Irene Redaelli della compagnia AmalTeatro.

 

Dal teatro allo Psicodramma comedy

Chiave di tutto è l’ironia: “non cerchiamo una risata fisiologica, per riconoscimento, ma un momento in cui s’incontra il pianto col riso, una risata che parte da dentro”. Un concetto che l’attrice romagnola ha tradotto in progetti come Psicodramma comedy, che fonde teatro e psicanalisi per rielaborare il vissuto e i traumi che hanno segnato l’esistenza dei pazienti. La formula prende spunto dagli anni di collaborazione con il dipartimento di psichiatria dell’ospedale di Piacenza e dalle numerose attività svolte a contatto con soggetti in condizioni di fragilità.

Su il morale, giù la maschera’
“Come diceva Stanislavskij, il teatro dev’essere Più semplice, più facile, più su, più allegro. Di questi tempi è difficilissimo”. Secondo l’attrice “la formula vincente riparte dall’umano vero e universale, un po' alla Charlie Chaplin, dall’ascolto di ciò che succede nel mondo contemporaneo. Il nostro compito di artisti è quello di sollevare gli animi. “Ci sono tantissime donne vere, invisibili, che non appaiono in televisione. Mi riferisco a quel mondo, in cui non c’è distinzione tra uomo e donna ma esiste solo la persona”. Come il pianto vero, la risata permette di entrare in contatto con l'altro. Questa è la funzione del teatro antico”. Con la differenza che oggi l’attore deve togliersi la maschera: “Nella società attuale recitano tutti, la vera sfida è recuperare l’autenticità”.

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