08-02-2023 ore 17:56 | Cultura - Proiezioni
di Paolo Emilio Solzi

Gli Spiriti dell’Isola, metafora della guerra nella fine improvvisa di un’amicizia di lunga data

Cinque anni dopo la parentesi americana di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, il regista irlandese Martin McDonagh torna in patria per regalarci un film più intimista, Gli Spiriti dell’Isola (titolo originale: The Banshees of Inisherin). Le Banshees, letteralmente “donne delle fate”, sono spiriti del folklore celtico descritti come ragazze eteree dai capelli fluttuanti, vestite con veli verdi, grigi o rossi. Di solito cantano o piangono, aggirandosi nei pressi di paludi, fiumi e colline. La loro apparizione è considerata un cattivo presagio, poiché in genere si mostrano solo a coloro che stanno per morire. Ma niente (o quasi) di soprannaturale si trova nel film di McDonagh, ambientato sulla piccola isola immaginaria di Inisherin, non lontano dalle coste dell’Irlanda.

 

La nebbia a gl’irti colli piovigginando sale

L’anziano violinista Colm (Brendan Gleeson) e il mandriano di mezza età Pádraic (Colin Farrell) hanno l’abitudine di incontrarsi al pub per bere una birra. Il primo aprile del 1923 Colm decide, apparentemente senza alcun motivo, di troncare la lunga amicizia e chiede a Pádraic di non parlargli più insieme. Quest’ultimo, dopo aver pensato a un Pesce d’Aprile, non demorde e cerca di farsi dare delle spiegazioni da Colm, anche con l’aiuto della sorella, dei compagni di bevute e del prete del villaggio. Il musicista però non vuole più essere importunato e minaccia di tagliarsi un dito ogni volta che Pádraic gli rivolgerà di nuovo la parola. Il conflitto tra i due ex amici sconvolgerà non solo la loro quotidianità rituale, ma quella dell’intera comunità.

 

E sotto il maestrale urla e biancheggia il mar

Gli Spiriti dell’Isola è ambientato esattamente cent’anni fa, ma è una storia senza tempo che potrebbe svolgersi in qualunque epoca. Le musiche sono di Carter Burwell, famoso per l’assidua collaborazione con i fratelli Coen. Il film di McDonagh è stato girato sulle isole Achill Island e Inishmore, vicino alla costa occidentale irlandese. La fotografia e i paesaggi sono incantevoli. “Il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola”, cantava Fiorella Mannoia. In effetti i cieli nuvolosi evocano quelli scozzesi di Braveheart, mentre i prati verdi ricordano Il Vento che Accarezza l’Erba di Ken Loach. I pochi abitanti di Inisherin sono testardi e stereotipati: un anziano burbero che suona musica celtica con il fiddle, un mandriano ignorante ma di buon cuore, una droghiera pettegola, lo scemo del villaggio (interpretato da Barry Keoghan), un prete grottesco e iracondo, un poliziotto dai metodi poco ortodossi, una vecchia che sembra una strega.

 

Ma per le vie del borgo va l’aspro odor de i vini

La vicenda ha un che di teatrale: sembra iniziare quasi come una commedia per rivelarsi ben presto più simile a un dramma surreale. Sullo sfondo sentiamo gli echi della guerra civile irlandese, che finirà nel maggio 1923. A Inisherin si vive di abitudini ripetitive come dentro una bolla, lontano dal resto del mondo. Gli isolani, indifferenti a tutto ciò che accade oltre i propri confini come re Thranduil del Bosco Atro, considerano i colpi di cannone sulla terraferma “tuoni d’inverno con un vento tempestoso: rimbombano da distante ingigantendo l’allarme. Ma talvolta una tempesta è solo una tempesta”.

 

Tra le rossastre nubi esuli pensieri nel vespero

Anche se al momento è candidato a ben nove Oscar e otto Golden Globe, Gli Spiriti dell’Isola non convincerà tutti: la seconda parte perde di mordente e il finale aperto può lasciare insoddisfatti. Proprio come Le Otto Montagne, è un’opera lontanissima da Hollywood; non riguarda viaggi nel tempo, universi paralleli e supereroi, che iniziano ad annoiare perfino una parte del pubblico nerd. Inoltre i film americani hanno ormai una durata da sequestro di persona. Gli Spiriti dell’Isola ha il pregio di durare un’ora e quaranta minuti, malgrado sia una produzione parzialmente statunitense. È una storia senza antagonista, con due personaggi diversi per età, interessi e livello d’istruzione. Nessuno dei due ha torto o ragione: entrambi hanno motivazioni almeno in parte comprensibili. Non sappiamo granché del loro passato. Sicuramente nella loro monotona ma lunga vita ne hanno passate tante insieme, “e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia”.

 

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