07-12-2020 ore 17:38 | Cultura - Musica
di Marco Oldrini

Istituto Folcioni. Musica-l, un viaggio con Debora Tundo alla scoperta delle varie arti

Anche all'istituto musicale Folcioni si fa sempre più spazio l'approccio multidisciplinare. Tra i nuovi corsi introdotti vi è Musica-l. Il corso coordinato da Debora Tundo, si presenta come un viaggio tra le diverse arti: canto, danza, recitazione. “ È prevista la partecipazione di grandi professionisti, quali Denny Lodi per la danza, Rosa Messina per la recitazione, Pier Paolo Bassi per la gestione palco, audio e luci” spiega Tundo. “Discipline complementari (storia del musical , regia, scenografia, trucco etc.) andranno ad arricchire il bagaglio culturale di ciascun allievo e gli consentiranno una partecipazione consapevole e gratificante allo spettacolo che ogni anno pensiamo di allestire, come momento di restituzione al pubblico e alle famiglie, del lavoro svolto”. L'attivazione di questo corso consente di sperimentare “una delle forme di spettacolo preferite dal pubblico italiano e internazionale” coinvolgendo “ le eccellenze presenti all’interno della nostra fondazione al fine di creare un percorso originale e che non ha eguali nel panorama locale”. Tundo mira anche a coinvolgere altre scuole di musica: “Il mio sogno sarebbe quello di dar vita ad uno spettacolo finale che coinvolga varie scuole, rappresentative dei vari stili. In tal senso ho già ricevuto adesioni da alcuni insegnanti”.

 

Pensare cose belle

Il corso è aperto a bambini e adulti, senza alcuna limitazione.”Ovviamente prevediamo dei percorsi formativi diversificati a seconda dell’età e anche delle competenze e inclinazioni degli allievi, ma cercheremo di favorire l’integrazione e lo scambio culturale tra gli allievi. Questo, perché riteniamo possa essere motivo di crescita e arricchimento sia per i giovani che per gli adulti e anche luogo per condividere e comprendere le diversità di cultura, di comunicazione, di aspettative”. In una situazione come quella attuale si rende necessario “pensare a cose belle e condivise. La pandemia ci ha fatto capire che la socialità, la comunicazione e il contatto umano sono irrinunciabili. Dalla sofferenza si può uscire solo collaborando e tendendo una mano: nessuno si salva da solo. Il palcoscenico lo insegna: la riuscita di uno spettacolo non è mai merito solo del protagonista, ma di tutta una equipe che si mette a suo servizio”.

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