
Il Salva re indiscusso della tavola e della serata, alla presenza di ospiti speciali. Ha preso il via la Confraternita dei cavalieri del salva cremasco. Presieduta da Paolo Enrico Patrini, vuole “valorizzare le eccellenze della nostra tavola e del nostro territorio”, con uno guardo particolare alla punta di diamante del “nostro” settore caseario. L'attività è iniziata circa un anno fa, ieri il via ufficiale presso il ristorante Maosi di Crema. Fanno parte del consiglio direttivo, oltre a Patrini, Anna Maria Mariani, Elena Tortiroli, Franco Bozzi, Fabiano Gerevini e Giuseppe Moretti. Alla serata inaugurale hanno partecipato, tra gli altri, il senatore di Fratelli d'Italia Renato Ancorotti, il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi con l'assessore al commercio Franco Bordo, i tre consiglieri regionali Matteo Piloni (Pd), Riccardo Vitari (Lega), Marcello Ventura (Fratelli d'Italia).
Presto eccellenze cremasche in Senato
Ancorotti ha voluto ringraziare il ministro Lollobrigida per il forte sostegno dato all'avvio della confraternita e si è impegnato a “portare in Senato le nostre eccellenze cremasche, evidenziando l'importanza di difendere la nostra originalità anche all'estero”. Bergamaschi ha ricordato anche lo sforzo del comune di valorizzare le tipicità locali, attraverso la Denominazione comunale e, a livello comprensoriale, con il Distretto del cibo. “La nostra è una realtà che produce bene, mangia bene e parla bene di bontà” ha detto il primo cittadino. “La nostra cultura e la nostra storia sono legate al cibo buono, fatto con cura, connesso a meravigliosi luoghi. Questa novità si inserisce perfettamente in questa filosofia”. Dopo il conferimento delle tessere d'onore ai rappresentanti delle istituzioni, è stato illustrato lo stemma della confraternita realizzato da Roberto Galli: “nei colori vuole rievocare l'azzurro del nostro cielo e il verde dei nostri campi che alimentano chi ci dona buon latte per fare un formaggio d'eccellenza”.
Nella top 20 dei formaggi italiani
“Il salva – come ha precisato Giovanni Marchesi, ex docente della scuola casearia di Pandino - rientra nella top 20 dei formaggi italiani, viene realizzato con latte del nostro territorio ed è classificato come un formaggio a pasta molle, prodotto con latte vaccino intero crudo. Viene ancora stagionato sulle assi di legno, secondo il disciplinare. Durante la stagionatura subisce una toelettatura”. La serata si è conclusa con una degustazione a cura dei ristoranti Cascina Loghetto e Nuovo Maosi.
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