06-05-2026 ore 11:27 | Cultura - Itinerari
di Giovanni Colombi

Lions Crema Host, gli alunni delle medie Vailati coinvolti nel service ''Custodi del tempo''

Lunedì 4 maggio si è svolto in città il service nazionale “Custodi del tempo – agenti pulenti nelle città tra passato e futuro” realizzato dal Lions club Crema Host. I soci del club Giancarlo Tricomi e Magda Franzoni, insieme allo storico dell'arte Cesare Alpini, hanno raccontato ai 28 alunni della 3B dell'istituto di scuola secondaria Vailati, accompagnati della professoressa Marika Perozzi, l’inestimabile eredità ricevuta nei secoli, eredità preziosa che deve servire alle nuove generazioni per capire quanto lavoro, arte, cultura e storia è stato prodotto dai nostri progenitori.

 

La visita nel centro storico cittadino

Il percorso è iniziato proprio dalla scuola degli alunni nell’attuale piazza Moro, dove fino al 1887 vi era il complesso della chiesa di san Marino, sorta per mano dei Frati Umiliati nel 1120, che sfidò nei secoli vicende sia storiche che religiose: soppressione dei Frati Umiliati nel 1567, soppressione dei piccoli conventi ordinata dalla Repubblica di Venezia nel 1655, sopravvisse però quando i Barnabiti vennero espulsi dalla furia del 1810 a seguito dei Decreti napoleonici. Nella stessa piazza vi era una seconda chiesa dedicata a san Marino (1764-1868), che però non venne mai aperta né officiata. Dopo un affaccio al sottoportico “sota al signùr”, l’arco testimonianza dell'arte popolare caratterizzata da uno stile prettamente veneto, dove sull’assito in legno che riveste il soffitto, vi sono immagini di ispirazione sacra, si è arrivati percorrendo l’antica via del Ghirlo e l’attuale via Manzoni, allargata per dare un accesso importante alla Piazza Duomo. Una sosta importante per spiegare le trasformazioni cinquecentesche della piazza, dove al suo centro sorge la cattedrale santa Maria Assunta. Una chiesa romanica esisteva già nell’XI secolo e che dopo lo storico assedio del 1159-1160 del Barbarossa, in cui gran parte dell’edificio andò distrutto, fu ricostruita a partire dal 1185. Il Duomo venne ampliato con l’aggiunta di un campanile e modificato a seconda delle epoche storiche e del gusto dominante.

Il cuore culturale della città

Attraverso la via Marazzi definita dal cinquecentesco palazzo Benzoni, ora Donati, e da palazzo Marazzi ci si è affacciati nella piazza Trento e Trieste, nel cui perimetro si prospettano edifici monumentali che sono il cuore culturale della città, in quanto dal 2013 al loro interno sono stati ospitati il teatro San Domenico e l’istituto musicale Folcioni. Il complesso architettonico, una imponente chiesa con la caratteristica facciata a capanna dei Domenicani, insediatisi a Crema all’inizio del 1300, ha attraversato secoli di trasformazioni, la costruzione dell’imponente chiesa con la caratteristica facciata a capanna e il convento sono della metà del 1400. Nel 1614 venne insediato il Tribunale dell’Inquisizione che ordinò di bruciare i libri proibiti. Dopo il 1798 il Convento venne soppresso, poi arrivarono le truppe francesi, che vi si insediarono e iniziarono ad apportare vari cambiamenti. Negli anni venne utilizzato come ricovero per colerosi, ospitò l’asilo infantile, fu utilizzato a mercato coperto, Ospedale militare, cinema-teatro, palestra e dopo un lungo restauro teatro della città. Sul lato meridionale della piazza nel 1842 fu abbattuto il terzo chiostro del convento e venne edificato il Mercato del lino e dei grani, chiamato Austroungarico. Questo imponente edificio con soffitto a volte ospitava in un primo tempo solo i commercianti di lini e di granaglie, poi anche per frutta, verdura, frattaglie e pesce. Al centro della piazza, già piazza San Domenico o piazza del pesce, si trova un monumento in bronzo dedicato ai caduti cremaschi durante la Prima Guerra Mondiale (1915-1918). Nella stessa piazza vi è un gioiello del Rinascimento l’ex chiesa di santa Maddalena e santo Spirito, costruita tra il 1511 e il 1522 dai Frati di Santo Spirito. Il progetto è attribuito al celebre scultore e architetto cremasco Agostino de' Fondulis, noto per aver lavorato con Donato Bramante nella chiesa di santa Maria presso san Satiro a Milano e per la sua maestria nell'uso della terracotta. Sul fianco destro rimane un chiostro con pilastri ottagonali, residuo dell'antico ospedaletto. Sconsacrata nel 1810, la ex chiesa ha avuto diverse destinazioni d'uso: scuola, teatro, magazzino, ora riaperta per attività culturali; dal 1830 è proprietà della Famiglia Vimercati Sanseverino.

Da palazzo Premoli al Teatro sociale

Percorrendo l’antica piazza della “Solada”, ora piazza Premoli, dove si affacciano il bel palazzo omonimo in cotto e il maestoso palazzo rinascimentale dei conti Vimercati Sanseverino, percorrendo la via Ponte Furio, una volta delimitata completamente dal grande Palazzo, ora quasi scomparso, dei conti Griffoni Sant’Angelo, ci si è recati in via Verdi, che a metà del Novecento è stata completamente trasformata. Nel 1946 la roggia Crema, che entrava dal Ponte della Crema in un viale alberato, venne interrata e nel 1952 fu costruito l’attuale mercato coperto. Sull’affaccio della lunga via esisteva dal 1520 un monastero dedicato a santa Maria Mater Domini, soppresso con l’Editto di S. Cloud del 1804 con l’arrivo di Napoleone Buonaparte e dal 1817 utilizzato come deposito di cavalli e comunemente conosciuto come ex Stalloni. Svoltando a destra dalla via Verdi si è arrivati al vuoto lasciato dal "Teatro del Piermarini", storicamente noto come Antico Teatro Sociale, progettato da Giuseppe Piermarini, l'architetto del Teatro alla Scala di Milano, e inaugurato il 29 settembre del 1786. Oggi l'edificio non esiste più, poiché fu distrutto da un violento incendio nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 1937. Le circostanze non furono mai chiarite e per questo vi furono immediati sospetti di dolosità: la vendetta di un palchettista, un inserviente licenziato; o forse, più probabilmente, la causa fu un cortocircuito e le ampie strutture in legno furono l'innesco per il propagarsi delle fiamme.

Il castello

Proseguendo per la via Civerchi, l’antica via di collegamento tra piazza Duomo e l’ingresso est della città, appare la visione di una grande piazza (dedicata nel 1887 a Giuseppe Garibaldi), che inizia a prendere forma già intorno al 1520 con la demolizione di alcune case in cattivo stato di conservazione, in parte di proprietà dei Canonici lateranensi della chiesa di san Benedetto, che avevano deciso di donarle alla Repubblica di Venezia. In quest’area già dal 1335 sorgeva una Rocca, che sotto la Repubblica di Venezia fu rafforzata e allargata. Purtroppo anche il Castello venne abbattuto con l'arrivo di Napoleone nel 1804. Prima di ritornare nelle aule il professore Alpini ha condotto gli alunni per riscoprire le radici comuni ad una sosta nella piazzetta Winifred Terni De’ Gregory per ammirare il bellissimo palazzo barocchetto con prospetti non finiti in cotto dei conti Bondenti Terni De’ Gregorj e il museo civico sant'Agostino dal 1960. L’ex convento di sant'Agostino fu costruito per volontà testamentaria nel 1439 di Giovanni Tommaso Vimercati, mentre la chiesa quattrocentesca, ricostruita a partire dal 1642 su disegno di Francesco Maria Richini, per essere poi completata dopo la sua morte, dal figlio con la costruzione del tiburio nel 1678, fu abbattuta nel 1830. Un percorso molto impegnativo nel cuore di Crema, che ha sollecitato gli alunni a prestare attenzione alle spiegazioni e a curiosi aneddoti collegati alla città e ai suoi palazzi, che lo storico Alpini ha saputo proporre con affabilità e sapienza.