06-05-2017 ore 19:01 | Cultura - Storia
di Sara Stefanovic

Crema, piazza Garibaldi. Castelli, canonici e liberatori. Tacendo la stazione dei tram

Se ci chiedessero di immaginare com’è cambiata la città di Crema nel corso dei secoli la nostra fantasia si appoggerebbe su immagini stereotipate tratte dai libri di storia, un passato in bianco e nero che in fondo percepiamo fin troppo diverso dal nostro mondo a colori. Andando però nel dettaglio, prendendo ad esempio una piazza per la quale passiamo tutti i giorni, piazza Garibaldi (nell'immagine di Alice Bonizzoni), non è forse vero che ci viene spontaneo chiederci da dove sia nata, se sia sempre esistita?

 

I canonici lateranensi

Ed è stata proprio piazza Garibaldi ad accogliere tra le braccia di Porta Serio il nuovo vescovo di Crema il 2 aprile scorso. Questo avvenimento l'ha resa di nuovo protagonista e ci spinge a sbirciare attraverso la serratura del passato. Come la intendiamo noi oggi, la piazza inizia a prendere forma intorno al 1520 con la demolizione di alcuni edifici, soprattutto case, in parte di proprietà dei canonici lateranensi che avevano deciso di donarle alla Repubblica di Venezia. I Canonici vennero assegnati al convento di san Benedetto intorno al 1520, 1521, a causa del degrado di alcune strutture e ne curarono gli interessi sino al 1771. Fino a qui nulla di sorprendente, ma se vi dicessero che nei pressi dell'odierna piazza Garibaldi sorgeva un castello? Sì, un vero castello.

 

Il fantomatico castello

L’idea ci stuzzica ancora di più ed è naturale chiedersi dove sia finito questo fantomatico castello. Le prime testimonianze della rocca risalgono al 1335, quest'ultima venne costruita vicino a Porta Serio dai cremonesi ai quali la città era stata ceduta da Azzone Visconti, che a sua volta la aveva sottratta al possesso della Chiesa. Sotto la Repubblica di Venezia venne rafforzata e allargata e la sua struttura arrivò a somigliare sempre più a quella di un castello: vi si poteva accedere attraversando un ponte levatoio oppure attraverso una porta per pedoni unita alla piazza grazie a un ponticello. Le mura di questo ponticello affiorarono conseguentemente durante gli scavi del 1935 per la costruzione del sistema fognario. Purtroppo il castello venne abbattuto con l'arrivo di Napoleone; la perdita del valore militare della città di Crema portò alla sua demolizione il 12 marzo 1804.

 

Il liberatore e l’epoca romantica

Ciò che a noi rimane è solamente la piantina, che ne mostra la conformazione in maniera molto dettagliata. Stupisce il fatto che sia stato distrutto in epoca romantica – era tendenza diffusa durante il periodo guardare al passato con grande ammirazione – ma la causa principale era un altro tipo di tendenza, quella degli eserciti napoleonici di distruggere le fortezze e punti di organizzazione difensiva per dimostrare come risultassero obsoleti dopo l'arrivo di Napoleone “il liberatore”. Però, come diceva Antoine-Laurent de Lavoisier: "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". E questa trasformazione non si farà attendere: il 23 aprile del 1887 il Consiglio Comunale la intitolò Piazza Garibaldi. Quest’ultimo era infatti passato per la città in compagnia dei suoi due figli il 10 aprile del 1862, come testimoniato da un marmo murato sotto il balcone del Municipio.

 

La stazione dei tram

La breve visita di Garibaldi fu circoscritta a determinati palazzi ma fu di grande impatto, tanto che un gruppo di giovani organizzò una parata, molto significativa, in tenuta militare e con fucili (simbolo dell'Italia in armi) di fronte all'allora palazzo di giustizia, l’attuale biblioteca della città in via Civerchi. La statua che vediamo oggi al centro della piazza fu creata dallo scultore Barzaghi e venne inaugurata il 6 settembre del 1885. Ma non è finita qui, se vi dicessero che nei pressi della piazza, intorno al 1904 vi era una stazione dei tram? Certo, ora sarebbe comoda, ma come si suol dire "questa è un’altra storia".

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