06-01-2016 ore 20:12 | Cultura - Teatro
di Tiziano Guerini

Crema. Sabato al San Domenico Il testamento di Maria: in scena Michela Cescon, regia di Marco Tullio Giordana

Con la rappresentazione de Il testamento di Maria, sabato 9 gennaio, opre 21, riprende la programmazione della rassegna di prosa del teatro San Domenico di Crema. Tratto dal libro dello scrittore irlandese Colm Toibin, il dramma teatrale si avvale della prestigiosa regia del cremasco Marco Tullio Giordana e dell'interpretazione dell'attrice Michela Cescon e narra il rapporto fra Maria e il figlio Gesù nei giorni intensi della predicazione e quelli drammatici della condanna a morte. Un racconto lontano dall'agiografia tradizionale che la vede “dolente e consapevole”, ma piuttosto descritta come madre umanamente disperata piena di paura e di amore per il dramma del figlio.

 

Il regista
La regia di Marco Tullio Giordana è una garanzia assoluta trattandosi di un artista che ha trovato i propri momenti migliori nel cinema impegnato a metà fra fiction e documentario, conseguendo riconoscimenti importanti - 5 David di Donatello nella sua carriera - sopratutto raccontando personaggi contemporanei tragici come lo scrittore e poeta Pier Paolo Pasolini o l'anarchico Giuseppe Pinelli. Fra i suoi film migliori: I cento passi (2000) e La meglio gioventù (2003). Dice di questo suo lavoro teatrale: “le donne in genere sono più interessanti degli uomini e questa Maria è una figura potente. Al centro c'è la maternità, che è un'esperienza ambivalente, gioiosa e dolorosa, una forma di alienazione, perché tu custodisci dentro di te una cosa che poi devi strappare da te per farla vivere. L'uomo non conosce una simile cosa, ha l'illusione che tutto quello che nasce da lui sia suo. È il possesso. La donna è la società. Ed è più interessante”.

 

L'attrice protagonista
La protagonista, Michela Cescon, uscita dalla Scuola Stabile di Torino di Luca Ronconi, ha girato diverse pellicole con lo stesso Marco Tullio Giordana, fra cui Romanzo di una strage con cui ha vinto il premio David di Donatello e il Nastro d'argento. A proposito di questa sua interpretazione la stessa protagonista ha dichiarato: “Posso solo dire che a metà libro ho pianto per come l'autore ha saputo toccare gli aspetti più intimi e personali della sofferenza di questa madre rispetto al destino del figlio, quel volerlo preservare anche se quel destino è potente come quello di Gesù. Sono certa che diretta dal tocco chiaro ed elegante di Giordana arriverò a “pronunciare” parole cariche di tenerezza e di rabbia facendo diventare per me e per gli spettatori Il Testamento di Maria, un’esperienza importante e che ci riguarda personalmente”.

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