Le canzoni più vere hanno preso vita nella sua Livorno, quando bastava una chitarra e poco altro per respirare felicità. “La musica è sempre stato un bisogno”. Enrico Nigiotti il successo non l'ha cercato. Non era nei piani, non era un obiettivo. Oggi c'è, domani chi lo sa. "Il futuro è un punto di domanda”, la musica no. La musica è ed è sempre stata una certezza. Un bisogno forte e rumoroso di esprimersi, di raccontare emozioni. Per comprenderle e trasmetterle. I testi sono la parte più importante. “Una melodia vuota non cambia la vita. Le parole si, sono importanti. Vanno usate con cura e con responsabilità. Solo così una canzone può trasmettere qualcosa”.
Trasformazione
Può raccontare l'amore, il viaggio, la paura. E la trasformazione. Maledetti innamorati, l'ultimo album uscito da poco, condensa gli ultimi due anni di carriera e di vita. Melodie e parole che non hanno paura, che non fanno paura. Mettono a nudo l'umanità di ognuno di noi: la forza di un amore, il coraggio di emozionarsi, di rallentare, di fermarsi per vivere meglio, il disagio giovanile e la capacità di guardarlo in faccia, di abbracciarlo, per affrontarlo in due. “Maledetti innamorati è l'album della trasformazione”. O forse no. È quello della maturità. “In fondo le esperienze, anche quelle dolorose, nella vita si ripetono. Impari a viverle diversamente, più intensamente, a guardarle con occhi diversi, con occhi nuovi.
Da quando sono genitore guardo il mondo in modo diverso”. Maledetti innamorati celebra il suo nuovo sguardo, le sue nuove consapevolezze. E lo fa a partire da Crema. Enrico Nigiotti sarà al teatro san Domenico per la sua data zero, venerdì 15 maggio alle ore 21.
A Crema la data zero
“A Crema torno sempre volentieri: in città nel 2018 ho realizzato la mia prima data zero. Ha portato bene, direi. Quindi, eccomi di nuovo. Con me torna sul palco anche la mia chitarra elettrica e le emozioni che mi regalano sempre i luoghi degli inizi. Da qui si parte e chissà quante emozioni mi regalerà questo tour”. Non ha paura di mostrarle, Enrico. Non ha paura di scriverne. Vuole condividerle. “Se è vero che in questo mondo performante e rapido oggi non vengono dati il giusto spazio ed il giusto valore alle emozioni, è vero anche che le canzoni ci aiutano. Aiutano a condividere, a pensare”. A pensare insieme. E a sentire cuori che battono, magari a velocità diverse, per la stessa parola, lo stesso ritmo, lo stesso motivo. Perchè siamo diversi, ma siamo tutti umani. “Ognuno di noi ha i suoi mostri. Non spariscono, cambia solo il modo di viverli”. Magari non da soli, magari con chi “comunque vada mi rimane accanto. E se questa vita è un viaggio. Meno male siete qui. Ogni volta che non so volare”.
L'amore, quello vero
Questo è il finale di Ogni volta che non so volare, la canzone portata al Festival di Sanremo 2026: è una chiara risposta alle paure, al senso di fallimento spesso avvertito in una società che ci vuole perfetti, infallibili. “Sono le paure di ognuno di noi. In due fanno meno paura. Una persona che ha provato l'amore quello vero, sa che è meglio della solitudine. Accade quando si è in due e non può più essere diversamente”. In due, maledetti innamorati. “Va letto alla toscana”, mi dice con un accento che non tradisce dubbi: “è un rafforzativo”. Fa una pausa. Approfitto del silenzio per ricomporre le emozioni, pesare le parole, ordinare i pensieri. “Ci vediamo a Crema, il 15 maggio”sorride. Con il cuore pronto a battere forte.