03-05-2024 ore 11:28 | Cultura - Teatro
di Giulia Tosoni

'Cremainscena'. Al teatro san Domenico sono in programma tre appuntamenti teatrali

Per il mese di maggio continua la rassegna Cremainscena al teatro san Domenico con tre appuntamenti. Stasera, venerdì 3 maggio alle ore 21 toccherà a Toilettes...ci vediamo in paradiso, con la Fraternità artistica teatro scalzo della parrocchia dei santi Lorenzo e Francesco (Sabbioni di Crema), diretta da Eros Gatti. Due saranno i mondi: un ufficio lussuoso e dei vecchi bagni pubblici. L’ufficio è del dottor Parone. I bagni pubblici sono gestiti da una signora corpulenta, Terzilla, e da suo figlio Michele. Due mondi, quello del potere estremo e quello dell’innocenza estrema, destinati a non incontrarsi mai… o forse no.

 

La vita di una coppia

Il viaggio di una vita, il 4 maggio alle ore 21 sarà il terzo appuntamento del mese. La compagnia Maschera ad personam di Chieve racconterà in tre atti la vita di una coppia o, meglio, tre momenti della loro vita. Una vita passata insieme, tre momenti significativi nella vita di una coppia che ha condiviso tutto, momenti allegri e tensioni, tre momenti particolarmente comici e felici. Una voce narrante a unire i tre atti che accompagnano lo spettatore fino all’epilogo e alla morale: “sfruttate tutti i momenti che passate insieme”.

 

Crema alla fine degli anni 50

Si termina, il 5 maggio alle ore 18 con Crema 1956 della Compagnia delle quattro vie, diretta da Giovanni Egidio Lunghi. La commedia è ambientata a Crema alla fine degli anni 50. Vista la tradizione agricola di primordine, nessuno riuscirebbe ad immaginare il clangore che avvolge la città in questo periodo storico che volge lo sguardo verso la nuova trasformazione industriale. In quegli anni vi era un grande fermento, tantissima gente arrivava dal sud Italia per trovare nel nostro territorio un lavoro e un futuro migliore, altri invece arrivavano dalle campagne per venire a lavorare in città, portando con sé il loro bagaglio di storie. Questa era la città in quegli anni: un brulicare frenetico di gente e di voci con poche autovetture sulle strade e tante biciclette, treni e tramvai in arrivo dai paesi vicini. È proprio in quegli anni che nel quartiere di santa Maria si svolge la storia, che inizia in una nebbiosa mattina di fine ottobre.

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