02-04-2026 ore 15:57 | Cultura - Storia
di Elena De Maestri

Romanengo. Percorso storico didattico al castello lunedì 6 aprile. In visita con 'Il Borgo'

Lunedì 6 aprile apre ai visitatori il castello di Romanengo con apposite visite guidate per tutto il pomeriggio dalle 15 alle 18. L’iniziativa, voluta dal comune di Romanengo, verrà organizzata dalla cooperativa Il Borgo di Soncino nell’ambito del progetto turistico Terre del Drago. Il castello di Romanengo è stato recentemente restaurato e destinato a struttura culturale e turistica. ‘Il Borgo’ ha avuto l’incarico di farlo rivivere dal punto di vista turistico allestendo un apposito percorso storico didattico. La visita guidata sarà incentrata non solo sull’aspetto storico e architettonico del Castello, ma anche sulla vita quotidiana medioevale con l’esposizione di banchi legati alla miniatura, alla cucina e alla caccia. Le visite guidate avranno una durata di circa un’ora e inizieranno alle ore 15, 16 e 17. Il costo è di cinque euro a persona. La visita è gratuita per i residenti e per i ragazzi sotto i 18 anni d’età. E’ obbligatoria la prenotazione all’email [email protected] o al n. 037483675. Il prossimo appuntamento è per domenica 19 aprile.

 

Storia del castello

Il Castello si trova nel centro abitato di Romanengo, in un contesto ambientale molto particolare che è il “terrapieno”, un’altura sulla quale venne fondato nel 1192 il castrum di Romanengo, e del quale oggi rimangono visibili una parte del castello e delle mura. La fondazione del castello e del borgo franco di Romanengo risale all’anno 1192 da parte di Cremona come luogo strategico posto al confine nord-occidentale del territorio cremonese con quello cremasco. La finalità principale era di controllare il deflusso delle acque dirette verso Cremona e di alcuni passi stradali come l’antica via romana che collegava Pavia, Lodi e Brescia. Intorno alla metà del XIII secolo vi venne edificata la chiesa castrense intitolata a san Giorgio, mentre sempre all’interno del castrum trovarono collocazione la domus Communis, ossia la sede comunale, nonché l’hospitalis Sancti Bartolomei, luogo di accoglienza e di assistenza per viandanti e pellegrini.

 

Mura demolite nell’800

Alle primitive strutture difensive costituite essenzialmente dal fossatum e dal terralium piuttosto semplici e caratteristiche di tutti i luoghi fortificati di pianura, nella seconda metà del secolo XV si mise mano a importanti lavori di rifortificazione per volere di Francesco Sforza, duca di Milano. Sicché il castello di Romanengo ebbe una nuova cinta muraria merlata ed una nuova rocca, forse in parte edificata su quella precedente. Le mura vennero demolite intorno alla metà dell’Ottocento, ma ne sono visibili ancora alcuni tratti, mentre quel che rimane della rocca sforzesca, già trasformata nel secolo XVIII in azienda agricola e alla fine del XIX secolo in casa di riposo, si affaccia al margine orientale del dosso al quale, peraltro, sono state addossati, negli anni Ottanta del secolo scorso, nuovi edifici pubblici.