
Ieri sera, 1 aprile, nella suggestiva cornice affrescata della sala di Santa Maria Porta Ripalta di Crema, quello che per molti è ancora un sogno lontano è diventato realtà per Paolo Zuccotti: presentare un proprio libro. Paolo Zuccotti è lo pseudonimo scelto dalle autrici di Ordinati disordini, un’intera classe, tutta al femminile: la 4I del liceo delle scienze umane dell’istituto scolastico Munari. Sotto l’attenta guida dell’editore Simone Draghetti della casa editrice locale Linee Infinite, le studentesse hanno portato al termine questa sfida con grande serietà, curandone personalmente ogni aspetto, dalla realizzazione della copertina fino ai rapporti con la stampa. Sono state proprio le ragazze ad invitarci alla loro presentazione, descrivendo il loro libro come “una raccolta di storie ambientate in uno studio clinico dove persone diverse, accomunate da fragilità interiori spesso invisibili, raccontano paure, ricordi e conflitti profondi. Un viaggio intenso nella mente umana, in cui speranza e difficoltà convivono senza soluzioni sempre definitive”. Nel corso della serata, le studentesse hanno raccontato personalmente il proprio percorso editoriale, spiegando le fasi del lavoro, la scelta dello pseudonimo e l’impatto di questa esperienza.
L’orgoglio del corpo docenti e del preside
“È motivo di commozione, emozione e orgoglio avere qui tra le mani il frutto di un lavoro durato quasi tutto l’anno”. Con queste parole la docente Annalisa Alemanno ha aperto la serata, entusiasta della nuova proposta del dirigente scolastico Simone Berto, che ci ha creduto fin da subito alla riuscita del progetto: “Ordinati disordini potrebbe essere il mio motto, ma anche il motto del Munari”. Il titolo è stato scelto perché rappresentata quello che accade nella mente umana: il “disordine” dei pensieri che spesso non riusciamo ad organizzare; il termine “Ordinati” invece richiama il loro indirizzo di studi ed in particolare il lavoro dello psicologo, che ci aiuta a trovare un ordine che non sia necessariamente perfetto, ma che ci faccia stare bene.
Le studentesse hanno sentito molto la vicinanza dei docenti, che hanno ringraziato per il tempo e lo spazio che hanno loro concesso, sostenendole sempre con pazienza e fiducia. Il prossimo traguardo per loro sarà il firmacopie di sabato 11 aprile presso la libreria Mondadori di Crema.
Il mondo dell’editoria
Soddisfatto e orgoglioso della collaborazione con la scuola e del lavoro svolto dalle ragazze anche l’editore Simone Draghetti, che ha seguito il progetto passo dopo passo. Il lavoro si è sviluppato attraverso otto incontri, tra mattinate e pomeriggi, durante i quali le ragazze hanno lavorato individualmente o in piccoli gruppi alla stesura dei capitoli. Una parte consistente della scrittura è avvenuta però in autonomia al di fuori del contesto scolastico, consentendo loro di raggiungere il monte ore necessario per il riconoscimento del progetto come formazione scuola-lavoro. Gli incontri non si sono limitati alla sola scrittura: le studentesse hanno avuto l’opportunità di conoscere a 360 gradi il mondo dell’editoria, approfondendo aspetti come il marketing, il posizionamento sul mercato, la promozione, la comunicazione con la stampa e le testate giornalistiche. Non sono mancati nemmeno gli aspetti meno romantici, legati alla gestione amministrativa.
Chi è Paolo Zuccotti
È stata una scelta consapevole quella di non firmarsi come 4I ma usare uno pseudonimo che fosse la somma dei loro tratti caratteriali: danno forma ad un’identità collettiva che è anche specchio della loro individualità. “Allo stesso tempo incarna anche l'ambizione che il nostro percorso di studi ci ha permesso di sviluppare nel corso dei quattro anni, la voglia di comprendere l'altro, saper relazionarci in modo consapevole e responsabile con gli altri. Questa figura riflette dunque non solo ciò che siamo oggi, ma ciò che speriamo di essere nel futuro, soprattutto nel rapporto con gli altri, per poter crescere individualmente, essere delle persone comprensive, migliori”. Dalla platea è emersa una domanda, forse la stessa che si stanno ponendo in molti: perché una classe tutta al femminile ha scelto uno pseudonimo maschile? Le giovani autrici hanno svelato che l’identità di Paolo Zuccotti era nata inizialmente per un’altra trama, poi interrotta, e che è stata successivamente mantenuta come firma del libro. “Non ci siamo minimamente soffermate sul sesso del protagonista, ci siamo solo lasciate guidare dalle nostre idee”.
L’esperienza delle scrittrici
Con un po’ di timidezza le studentesse si sono presentate a turno, raccontando come hanno vissuto questa esperienza, tra paure difficoltà e tante soddisfazioni. La proposta inaspettata è stata accolta inizialmente con titubanza e incertezza, un sentimento del tutto naturale di fronte a sfide che ci spingono fuori dalla zona di comfort zone. Ma presto le ragazze hanno compreso l’importanza di questa straordinaria opportunità, e oggi sono grate di avervi preso parte: porteranno con loro un ricordo indelebile. Il preside, seduto in prima fila, ha accolto con visibile gioia le emozioni delle sue alunne. Non sono mancate, ovviamente, difficoltà nel lavoro di squadra: coordinare ventidue menti in un processo creativo è stato complesso, ma hanno imparato a gestire emozioni complesse come rabbia e insoddisfazione. L’esperienza è diventata così un’occasione per consolidare i rapporti, non solo sul piano personale ma anche in ottica professionale. Questa opportunità ha permesso anche alle ragazze più timide di esprimere la propria opinione, partecipando spontaneamente e trovando il coraggio di impugnare il microfono per rispondere alle domande del pubblico.