02-03-2026 ore 18:45 | Cultura - Musica
di Annamaria Carioni

Il bassista Fabio Crespiatico nell’orchestra di Sanremo: il racconto di un’esperienza unica

Le luci dei riflettori si sono appena spente sul teatro Ariston, con la vittoria non troppo a sorpresa di Sal Da Vinci, il cantautore e attore italiano, famoso interprete della canzone contemporanea partenopea, ma la curiosità intorno al Festival di Sanremo non si ferma. Testimone e protagonista di quei giorni straordinari è il bassista Fabio Crespiatico, nato e cresciuto a Pandino, che anche quest'anno, come già per la prima volta nel 2025, ha fatto parte dei maestri musicisti dell'orchestra. “Non è scontato arrivare a suonare al Festival di Sanremo - racconta al telefono, mentre è in viaggio in autostrada per tornare a casa – Da bambino guardavo il festival e già sognavo di poter suonare là con quei musicisti. Quasi non sembra vero esserci arrivato”. 

 

Ogni festival è diverso
Tra una galleria e l'altra, che ogni tanto fanno cadere la linea telefonica, Fabio conferma quanto l'esperienza sanremese sia unica per le emozioni e la soddisfazione che suscita, e devastante, quanto a fatica e impegno: si arriva in città un mese prima dell'inizio della kermesse e soprattutto nelle giornate di esibizione dei cantanti si lavora dalla mattina fino a poco prima dell'inizio della diretta televisiva. “Quest'anno ho capito che ogni festival è a sé, perché subentrano dinamiche diverse; l'anno scorso il Festival era andato benissimo e quindi su questa edizione le aspettative erano molto alte e c'era un po' di agitazione, ma c'era anche molta armonia tra l'orchestra, gli artisti e i direttori. Tante ore di lavoro, ma piacevoli. Si sta insieme quasi tutto il giorno: si pranza e si cena insieme. E' normale uscire la sera a bere una birra, c'è anche bisogno di staccare e rilassarsi”. 

 

Sanremo è Sanremo
La città in quei giorni è un delirio – prosegue il musicista – E' blindata dal punto di vista della sicurezza: per accedere alla via principale ci sono i metal detector, devi avere i pass. Ogni radio organizza diversi eventi in vari punti della città. Ci sono concerti, feste, è una città molto viva: c'è il mare, si sta bene, si mangia bene, sembra fatta su misura per il festival”. Fabio afferma che vivere la gara musicale “dal di dentro” è un'esperienza incredibile: “Il momento più coinvolgente è quando parte la sigla dell'Eurovisione e qualche brivido sulla schiena ti viene. Anche quando suoni l'opening della prima serata è difficile trattenere l'emozione. E' proprio vero che Sanremo è Sanremo”.

 

Big e giovani cantanti
Anche se gli ascolti non hanno raggiunto in termini numerici quelli dell'edizione passata, secondo il bassista la kermesse non ha deluso: “Forse l'anno scorso c'erano nomi più altisonanti; quest'anno, accanto ai big, c'erano parecchi giovani molto interessanti. Sul palco comunque abbiamo visto icone della musica italiana, come Patty Pravo, che ha un suo peso specifico, e nella serata delle cover si sono succeduti ospiti importanti, come Michele Zarrillo e Fiorella Mannoia”. Fabio continua fornendo dettagli e impressioni su Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti con Alicia Keys, Andrea Bocelli: nella sua voce si percepisce forte l'emozione e l'entusiasmo per l'esperienza conclusa da poche ore. “Questo festival mi è piaciuto più di quello dell'anno scorso – sentenzia visibilmente soddisfatto.

 

Le canzoni
Fabio dice la sua anche sulle canzoni in gara: ”Mi aspettavo che avrebbe vinto Sal Da Vinci ed è stato così. Sayf mi è piaciuto molto, ha una bella energia, è giovane, vediamo come sarà la sua strada musicale. Arisa ha cantato molto bene, Ditonellapiaga è stata esplosiva. L'arrangiamento più bello è stato quello di Michele Bravi. Da bassista ho apprezzato i brani di Dargen D'Amico, Malika Ayane e Tredici Pietro, tutti molto divertenti”. Poi racconta divertito di J-Ax in versione country, che ha regalato a tutti cappelli da cowboy. “Spesso il pubblico immagina i cantanti come dei supereroi invincibili – conclude con un tono più intimo – e invece sul palco di Sanremo un po' se la fanno sotto”.

 

Conduttori di ieri, oggi e domani
Il maestro musicista ha le idee chiare anche rispetto ai due padroni di casa: “Laura Pausini è una persona molto diretta, quello che pensa dice, non è la conduttrice impostata, che spesso abbiamo visto all'Ariston. E' una grande professionista e ha sfoggiato outfit pazzeschi”. Carlo Conti ha stupito tutti, svelando a sorpresa in diretta nel corso dell'ultima serata il nome del suo successore: “Di solito il nome del direttore artistico viene rivelato con un comunicato stampa della RAI. Penso che Stefano De Martino farà bene; è giovane, talentuoso e piace al pubblico”. Molto commovente è stato anche ascoltare la voce di Pippo Baudo: “Lui ha inventato il festival. Ho visto colleghi e maestri, che con lui hanno lavorato, piangere per l'emozione”.

 

Il ritorno a casa
Sono curioso di rivedere il festival registrato, perché da dove siamo noi musicisti non vediamo i dettagli e le inquadrature che si godono gli spettatori da casa. E poi siamo concentrati sui direttori d'orchestra e sulle musiche da eseguire”. Fabio rivela che solo durante le pause, quando la diretta va a nero e viene lanciata la pubblicità, i musicisti riescono a mangiare e bere qualcosa, a staccare per qualche minuto. Ora però, mentre l'autostrada scivola alle sue spalle, ha solo voglia di tornare a casa da Tania e da Gregorio: “E' stata dura non vederli per più di un mese. Sanremo è un'esperienza unica, ma adesso ho altre priorità”.