02-02-2019 ore 17:41 | Cultura - Proiezioni
di Roberta Fonte

Roma rinasce. Il primo re di Matteo Rovere con Alessio Lapice e Alessandro Borghi

Dal 31 gennaio è distribuito da 01 Distribution nei cinema Il primo re, film storico diretto dal trentasettenne romano Matteo Rovere, noto per film acclamati come Veloce come il vento (2016),Un gioco da ragazze (2008),e la produzione di Smetto quando voglio (2014). Il film racconta la storia epica dei fratelli che diedero vita a Roma. I fondatori del grande impero sono Alessio Lapice, nei panni di Romolo e Alessandro Borghi, reduce dal grande successo di Sulla mia pelle (2018), dramma sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi,che veste i panni di Remo.

 

Tremate, questa è Roma”

Matteo Rovere,sperimenta,rilanciando un genere davvero raro da vedere negli ultimi anni in Italia.Oltre a curare la regia,si occupa anche della sceneggiatura originale insieme a Francesca Manieri, ultima di numerose collaborazioni in altre produzioni.Particolarità che incuriosisce è la scelta della lingua in cui è girato il film. Si tratta infatti del proto-latino,antenata delle prime lingue italiche,scelta dal regista per donare più verosimiglianza ai fatti narrati,sicuramente una grande sfida per gli attori: superata con grande successo. I dialoghi sono ovviamente seguibili tramite sottotitoli.

 

Vero made in Italy

Daniele Cipri cura la fantastica fotografia,girata solo con luce naturale di boschi e colli laziali(prendendo esempio da Il redivivo di Inarritu) che fanno da cornice alle sanguinose battaglie delle due ore del film. I costumi di Valentina Taviani spaziano dalle primitive tuniche coperte da pesanti pellicce alle scintillanti armature da battaglia dell'antica Roma. Le musiche originali di Andrea Farri,composte da un crescendo di tamburi e violini tengono alta l'attenzione,creando momenti di vera tensione. Rovere,si allontana dalla classica “Lupa che allatta i due gemelli” dimostrando una storia di leggendaria fratellanza e umanità messa a dura prova dalla lotta alla supremazia per il potere. Il regista coglie la bellezza naturale del nostro paese esaltandola al massimo in un film che supera le aspettative. Nulla quindi da invidiare alle grandi produzioni americane.

 

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