01-12-2025 ore 20:47 | Cultura - Manifestazioni
di Annamaria Carioni

Ombriano accende il Villaggio di Natale: la festa che scalda il cuore della comunità 

C'è aria di festa nel popoloso quartiere di Ombriano: anche quest'anno torna il Villaggio di Natale, allestito negli spazi e nelle vie che abbracciano la chiesa parrocchiale e l'oratorio. Domenica 30 novembre si sono accese le luci, i sapori, i profumi e i colori che riportano gli adulti e chi ha qualche anno in più all’atmosfera delle tradizioni di un tempo e i più piccoli alla gioia della festa più amata. Dalle 9 alle 17 l’area antistante l'oratorio e il sagrato della chiesa ha ospitato bancarelle di dolciumi, frittelle, caldarroste e vari punti di ristoro, delizia dei numerosi visitatori. Presenti anche i volontari della parrocchia, pronti a vendere oggetti utili e simpatici per i regali di Natale.

 

Tradizioni in festa
La mattinata è stata dedicata soprattutto al mercatino natalizio e ai sapori tipici dell’inverno, con la possibilità di pranzare in oratorio, mentre nel pomeriggio i bambini sono stati lieti di incontrare Babbo Natale per una foto ricordo e partecipare a divertenti laboratori creativi a tema natalizio o farsi dipingere il viso nello spazio truccabimbi. Uno dei momenti più attesi è stata l’accensione dell’albero di Natale, accompagnata dalla coinvolgente esibizione della banda di Ombriano, che ha reso ancora più suggestiva l’atmosfera. I bracieri, sparsi qua e là, hanno riscaldato l'atmosfera, già allegra e chiacchierina, con il crepitio del fuoco, che ha invitato le famiglie a trattenersi per un po', facendo dimenticare il pungente freddo invernale.

 

La sorpresa è giovane
La novità dell'edizione natalizia 2025 è stata opera del Consiglio dei giovani dell'oratorio, che ha pensato di realizzare delle felpe calde e colorate, disponibili in diversi modelli, colori e taglie. La felpa è un capo informale, comodo, poco impegnativo e fa subito pensare al tempo libero e alle attività ricreative. I ragazzi, però, hanno racchiuso in questo progetto significati profondi, che sono leggibili nei simboli, disegnati su questi capi d'abbigliamento. Anch'io ho incrociato alcuni di loro, sorridenti e soddisfatti, ma di poche parole, e ho ammirato le felpe, schierate in bella mostra una accanto all'altra, nere, marroni, azzurre, verde oliva e viola, provando a comprendere che cosa hanno voluto esprimere con questa iniziativa.

 

Identità e appartenenza
Sulla manica destra è raffigurato il simbolo dell'oratorio San Luigi Gonzaga: una croce, che si distende verso una stella, come fa un girasole in direzione del suo astro preferito, e accanto alla croce delle orme di piedi. Sul retro campeggia la scritta in stampatello "Uscire di casa per tornare a casa”, sopra l'immagine stilizzata di una casa con un camino, da cui esce un cuore. Questa grafica è un modo per dire: “Noi apparteniamo a questo luogo, a questa storia, a questa comunità” e suggerisce che la crescita personale passa sempre attraverso l’uscita dalla propria comfort zone per andare nel mondo, fare esperienza di sé e degli altri, costruire senso e relazioni. L’oratorio allora può essere visto come una casa più grande, dove si impara a essere se stessi e dove si può ritornare, dopo ogni cammino, con la certezza di essere accolti.

 

Memoria viva
I ragazzi hanno pensato di includere nel progetto grafico anche il disegno stilizzato della statua, che è stata posta tre anni e mezzo fa nel cortile d'ingresso dell'oratorio in ricordo di Federico, il loro coetaneo scomparso improvvisamente durante una vacanza al mare, organizzata dalla parrocchia, e di tutti i giovani che non sono più tra loro. E' l'immagine di un ragazzo che sembra danzare, con un cuore che batte nel petto e sembra voler dire che la memoria di chi non c’è più resta viva non in modo nostalgico, ma integrata nella vita quotidiana del gruppo, perché si può trasformare il dolore in un segno di presenza, vicinanza e  protezione. L’amicizia e i legami autentici non finiscono con la morte.

 

Una comunità giovane e matura
Il progetto di questi ragazzi parla di un profondo senso di responsabilità verso la propria comunità, del desiderio di custodire una storia condivisa, della capacità di trasformare il dolore in un simbolo di unità e della creatività messa al servizio di un messaggio positivo. Non è un gesto nostalgico, ma generativo: parte dal passato per costruire futuro. Queste felpe sono molto più che un ricordo o una divisa: sono un manifesto simbolico di ciò che l’oratorio rappresenta per loro, un luogo di casa, di memoria viva, di crescita, di affetto e di ritorni. Credo che possiamo ringraziarli per questo insegnamento, condiviso con semplicità, e con loro don Stefano e don Gabriele, che li hanno supportati e spronati a credere che sia possibile avere buone idee e fare buone cose.