Stimolare una riflessione politica più ampia su un fenomeno, quello dell'immigrazione, che chiede anche e soprattutto al paese che accoglie di essere protagonista nell'elaborazione di strategie di welfare strutturate. Perché, come ha evidenziato Anastasie Musumary, assessore al welfare del comune di Crema e coautrice del volume che è stato presentato, “il fenomeno migratorio in Italia oggi non è più un'emergenza cui far fronte, ma una parte strutturale della nostra società che necessita di risposte efficaci, ovvero capaci di realizzare concretamente l'integrazione tra culture differenti. Se non partiamo da questa considerazione e non riteniamo di agire per includere al tempo stesso storie di fragilità e di speranza, rischiamo un'implosione del sistema”. Con lei alla presentazione della pubblicazione annuale del Gruppo antropologico cremasco nell'ambito del Festival dei diritti, dedicata al tema dell'immigrazione, anche l'assessore alla cultura Giorgio Cardile, per il quale “le pagine del volume a cura del Gruppo antropologico cremasco raccontano una sfida attuale, che richiede un mutamento di sguardo e di prospettiva”.
Il libro
Il volume dal titolo Confini invisibili, identità plurali nel Cremasco si compone di 15 articoli. Presentato dalla presidente del gruppo Elena Benzi, ha visto il contributo di numerosi soci e non. Dopo una riflessione psicanalitica a cura di Antonio Giacobbi sul migrante come altro da sé o come sé nell'altro, Alice Pattonieri ha riflettuto sul diritto all'immigrazione. Franco Gallo ha fatto chiarezza su alcune categorie: i nomadi, i migranti e gli homeless “i senza dimora: un fenomeno fortemente presente anche nel territorio cremasco”. Vittorio Dornetti ha analizzato l'emigrazione italiana nel cinema, mentre Giovanna Bosio ha trattato la percezione dello straniero nella Seressima. Claudio Marinoni ha raccontato l'immigrazione a Soncino, mentre Walter Venchiarutti ha dato spazio al punto di vista di operatori culturali e mediatori locali. Enrico Fantoni ha analizzato il fenomeno della migrazione come movimento costante e contrario. Anastasie Musumary e Edoardo Vola hanno fatto chiarezza sul delicato tema dei minori non accompagnati.
A Lorenzo Marazzi il compito di pensare città più accoglienti con la rigenerazione urbana. Guido Antonioli ha raccontato la figura della Madonna, come prima migrante. Rita Remagnino e Gregorio Ghisetti hanno intrapreso un viaggio nelle più diverse tradizioni culinarie, riscoprendo il significato del cibo, della condivisione e della convivialità, fino a tornare ad Offanengo e a Crema.
Al tempo della Serenissima
Una pubblicazione eterogenea e corposa che ha inteso offrire una visione a tutto tondo del fenomeno dando voce a differenti sensibilità e prospettive. Si è conclusa con il viaggio fotografico di Luigi Aloisi finalizzato a raccontare, attraverso volti di giovani migranti storie di sogni, sfide e conquiste. “Un tema quello dell'immigrazione che, anche nella storia, ha visto cambiare molti orientamenti”. Nel raccontare l'esperienza della Serenissima, Giovanna Bosio ha spiegato come “anche la Seressima sia passata nel tempo da una politica di tolleranza, ad una di sorveglianza, fino alla repressione dello straniero. Dopo un iniziale periodo in cui i forestieri, soprattutto quelli qualificati, venivano accolti a braccia aperte, si sono fatti costanti monitoraggi e censimenti degli stranieri per limitarne l'accesso. Da un sistema assistenziale che concepiva gli ospedali come luoghi di prima accoglienza e di carità ad un dominio ripiegato su se stesso ed impegnato a difendersi dall'altro”.
Immigrazione espulsiva
A fare la differenza, in ogni tempo, lo ha ben detto Edoardo Vola, sono “le scelte politiche, istituzionali, ma anche di ciascuno di noi e la narrazione che si vuole dare di un fenomeno o di una categoria: perché non è solo forma, il modo in cui raccontiamo le persone, le qualifica e influenza la percezione degli altri”. Vola ha chiarito anche come nel tempo più recente sia cambiato il fenomeno migratorio: “fino a qualche anno fa, le migrazioni verso l'Italia erano immigrazioni di investimento, di gente che cercava un futuro migliore e più solido, a partire da una buona base di partenza, ora l'immigrazione che ci sta interessando è espulsiva: tantissimi minori non accompagnati con fragilità cercano futuro in Italia. È un fenomeno numericamente importante che al momento ci sta cogliendo impreparati soprattutto dal punto di vista della presa in carico sociosanitaria. Un fenomeno che forse avrebbe bisogno di scelte politiche più consapevoli”. Di quella politica, molto distante da quella cui oggi siamo abituati, che fa ancora rima con etica e, in definitiva, con umanità. Plurale, per l'appunto. Come il tema del Festival dei diritti, in cui la presentazione del libro è stata inserita.