01-03-2024 ore 19:40 | Cultura - Incontri
di Giulia Tosoni

Crema. Claudio Ceravolo e la lezione sull'Africa: 'è davvero un continente senza speranza?'

“Africa, un continente senza speranza?” Con questa provocazione, ieri sera nella sala Alessandrini di Crema, è iniziato il terzo appuntamento con Europa 2.0, scuola di educazione alla politica, un ciclo di incontri creato per accompagnare il pubblico verso le prossime elezioni europee. Prima della relazione di Claudio Ceravolo, presidente nazionale di Coopi e già sindaco di Crema, ha introdotto la serata l’assessore alla cultura Giorgio Cardile: “è fondamentale sapere qual è il ruolo della cooperazione internazionale e qual è la posizione dell’Europa all’estero”. Ceravolo ha colto a pieno l’attenzione del pubblico, parlando di come "il continente Africano sia il nostro futuro".

 

Comprendere le guerre

Parlando di Coopi in Africa ha spiegato che “nella cooperazione internazionale lavoriamo su tre livelli: si parte con la prima emergenza dove offriamo una messa in sicurezza, supporto nutrizionale e un’educazione iniziale. Successivamente si passa al post-emergenza con una ripresa dell'attività di auto sostentamento; si termina con la promozione di azioni di sviluppo sostenibile. Questi interventi ci portano a capire un tema fondamentale dell’Africa: le guerre”.

 

Dove vive chi soffre la fame?

L’indicatore della fame racconta subito i disagi vissuti dalle popolazioni. Il rapporto della Fao del 2023 certifica che il continente africano detiene il 40 per cento della fame nel mondo. Malgrado ciò “l’Africa possiede il 50 per cento delle terre arabili e il 65 per cento della forza lavoro è impegnata nell’agricoltura. Il potenziale agricolo africano è enorme. Negli ultimi anni si è registrata una crescita del Pil molto interessante e secondo le previsioni, nel 2024 dovrebbe crescere del 3,8 per cento”.

 

Le cause delle guerre

Perché con questo potenziale l’Africa non riesce a “decollare”? A questa domanda è stata data una risposta semplice, tra le varie cause rientrano l’instabilità politica e una cattiva governance, seguite da una carenza di infrastrutture, un forte debito estero. Non aiutano i problemi ambientali causati dai cambiamenti climatici ma sopratutto le guerre. “L’Africa non decolla perché è un continente travagliato dalle guerre, causate da una pluralità di cause: l’estremismo religioso, il traffico di armi, l’eredità coloniale e l’instabilità politica”.

 

Come costruire la pace

“Se vuoi davvero la pace – conclude Ceravolo – la devi costruire attraverso lo sviluppo, dato dalla presenza di un buon governo, degli investimenti nell’istruzione, dall’accesso ai servizi sanitari, dall’agricoltura sostenibile e dalla cooperazione internazionale. Ma attenzione, dobbiamo uscire dall’ottica che vede noi europei come i fautori di queste azioni. Ciò che noi possiamo fare è solamente aiutarli affinché siano loro stessi i creatori di azioni di sviluppo”.

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