01-02-2026 ore 19:06 | Cultura - Incontri
di Stefano Zanini

Crema. Al museo un pomeriggio alla scoperta dell'antico Egitto: a Tomasoni il premio Burri

Pomeriggio egittologico, così è stata intitolata la conferenza di sabato 31 gennaio al centro culturale sant’Agostino, volta a celebrare il quarantesimo anniversario dell'Istituto italiano per la civiltà egizia (Iice) , associazione culturale sorta a Torino nel 1986 e ad oggi punto di riferimento nazionale, e non solo, per quanti intendano comprendere al meglio la civiltà dell’antico Egitto.

 

Formare le giovani generazioni

A sottolineare la centralità dell’ente nella promozione di tali studi egittologici è stata la presidente dell’istituto Gloria Rosati, già professoressa ordinaria presso l’università degli studi di Firenze. Nel suo intervento Rosati ha ripercorso gli avvenimenti che hanno dato vita all’associazione e ricordato con profonda stima i primi, pochi, ma visionari accademici che la fondarono. “L'istituto – ha detto - non è solo un luogo di aggregazione per egittologi rodati, ma anche una scuola che si pone il proposito di formare le nuove generazioni allo studio e alla presentazione dei propri progetti in un contesto di ampio respiro e facile accesso. Favorisce il dialogo tra ricercatori, studiosi e appassionati di ogni età e cultura”.

 

Benevento

È seguito il corposo intervento di Rosanna Pirelli, docente dell’università degli studi di Napoli L’Orientale e già direttrice della sezione archeologica dell’Istituto italiano di cultura del Cairo. Pirelli è impegnata nell’analisi dei materiali del santuario isiaco di Benevento, città che un tempo rappresentava un punto di incontro e scambio tra l’Occidente del Mar Tirreno e l’Oriente del Mare Adriatico. Proprio per questa sua natura di crocevia fra i due mondi, Benevento ha assistito a un susseguirsi di epoche e culture che col tempo si sono stratificate nel tessuto cittadino, rendendo attualmente difficile l’individuazione di un edificio antico identificabile come iseo; ciononostante la presenza di un santuario è confermata dal rinvenimento sparso di un complesso di circa 50 sculture tra statue antropomorfe, zoomorfe, iscrizioni ed elementi architettonici.

 

Tra faraoni e nuove tecniche

Particolare rilievo assumono le numerose raffigurazioni di faraoni, nello specifico quelle sotto forma di sfingi, forse un tempo affiancate tra loro a realizzare una via processionale che conducesse al tempio vero e proprio, lasciando supporre che probabilmente il contesto cultuale fosse più articolato del previsto. Ulteriori ricerche procederanno anche grazie all’uso della tecnologia 3D, che con l’utilizzo di tecniche come la fotogrammetria, permetterà di ripulire i reperti dalle loro imperfezioni, consentendo una lettura più chiara ed efficace delle iscrizioni geroglifiche e una miglior comprensione delle reali forme e dimensioni dei reperti rinvenuti.

 

Sezione egizia

Il pomeriggio è proseguito con l’intervento di Christian Orsenigo, curatore della sezione egizia del museo civico di Crema e del Cremasco, che ha colto l’occasione per illustrare la pregevole collezione egizia del museo cittadino, composta da più di 200 reperti (tra cui maschere di sarcofago, papiri, statuette votive e talismani) molti dei quali donati al museo per volontà testamentaria dell’illustre cremasca Carla Maria Burri.

 

Premio Burri

A conclusione dell’incontro si è svolta la cerimonia di assegnazione del premio di studio per l’egittologia Carla Maria Burri. Istituito a nome dell’egittologa cremasca, si propone di supportare i giovani studiosi che si affacciano al mondo della ricerca accademica. Daniela Gallo Carrabba, presidente dell’associazione Carla Maria Burri, ha ringraziando l’associazione Popolare Crema per il territorio e Banco Bpm per il contributo dato alla costituzione del premio, augurandosi che la collaborazione sia solo la prima di tante altre.

 

 

L'infanzia nell'antico Egitto

L’assegno del valore di duemila euro, è stato conferito ad Alberto Tomasoni (nella foto sopra). Il giovane ha presentato uno studio dal titolo L’infanzia nell’antico Egitto: un progetto di ricerca sui reperti inediti della necropoli tebana. Nato come evoluzione della tesi di laurea magistrale, è dedicato all’analisi delle sepolture infantili dell’antica Tebe come strumento per comprendere le dinamiche sociali e familiari dell’Egitto faraonico. “Ricevere questo premio – ha commentato Tomasoni – è un onore immenso: è il primo di questo genere in Italia e viene conferito in una città, Crema, che si impegna molto per la cultura e l'egittologia”. Il giovane studioso mira ad un futuro nella ricerca: “un percorso difficile, ma che questo premio, di sicuro, mi aiuterà a realizzare”.