01-01-2026 ore 18:50 | Cultura - Teatro
di Annamaria Carioni

Capodanno in musica al Teatro alle Vigne con l'Orchestra Sinfonica di Asti e Raffaello Tullo

Il primo giorno del 2026 ha sempre un sapore particolare. È il tempo dei saluti definitivi a ciò che è stato e del primo timido sguardo verso ciò che verrà. Il 2025 è ormai alle spalle e, come accade ogni anno, sembra incredibile quanto sia scivolato via velocemente. Il tempo ha una natura elastica: quando lo osserviamo a ritroso si comprime, diventa leggero, quasi impalpabile, quando invece pensiamo al futuro si dilata, appare lungo, denso di attese. La notte di San Silvestro è da sempre il momento dei bilanci e dei propositi: cosa lasciare andare e cosa portare con sé? In questo passaggio simbolico, la musica gioca un ruolo fondamentale: accompagna, colora, amplifica le emozioni, dà voce a ciò che non riusciamo ad esprimere a parole. 

 

Un brindisi in musica
Il brindisi di mezzanotte trova nella musica la sua naturale alleata. Lo ha dimostrato perfettamente Sconcerto, lo spettacolo che ha accompagnato il pubblico del Teatro alle Vigne fino allo scoccare della mezzanotte, trasformando il Capodanno in un’esperienza condivisa e memorabile. Ideato, scritto e diretto dall'istrionico Raffaello Tullo, con la partecipazione della prestigiosa Orchestra Sinfonica di Asti, l'evento ha saputo intrecciare comicità e raffinatezza, teatro e musica, rigore e improvvisazione. L'orchestra, che ad organico completo conta sessanta elementi, si è rivelata sorprendentemente eclettica: i maestri musicisti hanno suonato, cantato e recitato, dimostrando destrezza e bravura con gli spartiti e una contagiosa autoironia nel lasciarsi coinvolgere, divertendosi e divertendo, in gag inaspettate quanto strampalate. 

 

Concerto o Sconcerto?
Lo spettacolo trova la sua ragione e il suo successo in questa dicotomia: da una parte una compagine musicale di altissimo profilo, capace di incantare con l'intramontabile repertorio classico; dall’altra un inarrestabile e scanzonato showman alla conquista del pubblico lodigiano e non solo, che si sostituisce al vero direttore, il maestro Silvano Pasini, e ingaggia un irresistibile duello musicale con orchestrali e platea, un braccio di ferro comico, fatto di battute fulminanti, tempi frenetici, sguardi ammiccanti e note di tutti i colori. L'artista scende più volte in platea e trascina nelle sue incursioni anche i musicisti, intessendo una perfetta empatia con il pubblico, in un mix di complicità e provocazioni. Nella notte più festosa dell'anno Sconcerto gioca continuamente sul confine tra ciò che è ordinato e ciò che rompe gli schemi, tra chi vuole “concertare” e chi, invece, “sconcertare”.

 

Musica & musica
Il pubblico non è semplice spettatore, ma parte attiva di questo equilibrio precario e viene chiamato più volte nel corso della serata a non lasciare sola l’orchestra nelle mani del moderno giullare, che arriva a dirigerla, oltre che con la tradizionale bacchetta, anche con quella magica della fata madrina di Cenerentola, con un cucchiaio di legno e persino con un tergicristallo. Da questa apparente follia scaturiscono, con pari dignità, le melodie di Mozart, Beethoven e Vivaldi accanto alle colonne sonore dei film più celebri, ai tormentoni della pubblicità fino alle tagliatelle di nonna Pina e alle suonerie dei cellulari. Una provocazione ironica che nasconde una verità più profonda: l’armonia, nella musica come nella vita, nasce dall’ascolto e dalla capacità di accogliere l’altro, anche quando è diverso da noi, anche quando appare strano e sembra confonderci.

 

Benvenuto 2026
Il Teatro alle Vigne confeziona una proposta di ottima qualità, dove nulla è lasciato al caso, dalla possibilità di partecipare al cenone nella suggestiva Sala Rivolta del teatro, allo spettacolo comico- musicale, che trascina e coinvolge il pubblico, fino all'immancabile conto alla rovescia, che esplode in un fragoroso scambio di abbracci e baci per poi concludersi nel foyer con spumante, pandoro e panettone. Il sipario si è chiuso. Gli spettatori, vocianti e festosi, si apprestano a lasciare il teatro, dopo aver condiviso, per una sera, un autentico rito collettivo di passaggio. La musica ha accompagnato l’ultimo istante del 2025 e il primo respiro del nuovo anno. Come in Sconcerto, forse anche nella vita vale la pena di accettare qualche nota fuori posto, perché spesso è proprio lì che nasce la magia. Meno stereotipi rumorosi, più ascolto silenzioso. Meno fretta, più intensità. Meno schemi standard, più curiosità. E soprattutto la possibilità di essere unici, originali e di suonare la musica della vita che più ci piace.