30-06-2026 ore 18:46 | Cronaca - Spino d'Adda
di Riccardo Cremonesi

Spino d'Adda, arrestato un uomo ricercato da sette anni: con se documenti falsi

I carabinieri del radiomobile di Crema hanno sottoposto a fermo un uomo di 36 anni, pregiudicato, per possesso di documenti di identificazione, anche validi per l’espatrio, risultati falsi. L’uomo è stato anche denunciato per resistenza a pubblico ufficiale ed è stato arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione che risultava pendente dal 2019.

 

I documenti falsi

Il fermo è stato eseguito domenica mattina quando, poco dopo le 11, la pattuglia della radiomobile ha notato un’auto, con due persone sospette a bordo, transitare lungo la Paullese a Spino d'Adda. I militari hanno fermato il veicolo e hanno proceduto ad identificare i due uomini. Il conducente, 36 anni residente in provincia di Milano, ha presentato una patente, mentre il passeggero, anche lui trentaseienne, ha presentato una carta di identità emessa dalle autorità di un paese estero, valida per l’espatrio. Come spiega il tenente colonnello Girardi, “inizialmente il documento poteva sembrare vero, ma dopo un attento esame i militari hanno capito che era differente da quelli originali in quanto mancavano gli ologrammi anticontraffazione. I militari hanno chiesto un eventuale altro documento e l’uomo ha presentato una patente straniera, con gli stessi dati anagrafici della carta di identità. E anche la patente aveva dei dettagli che facevano sorgere dei sospetti per mancanza di ologrammi e per la bassa risoluzione dei caratteri”.

La resistenza a pubblico ufficiale
“L’uomo è stato accompagnato in caserma a Crema per il fotosegnalamento ma, nel cortile della caserma, quando è sceso dall’auto di servizio, ha spinto i militari ed ha cercato di allontanarsi. È stato raggiunto e bloccato dagli stessi ed è stato accompagnato negli uffici. Qui sono stati approfonditi gli accertamenti sui documenti dell’uomo, verificando che la carta di identità e la patente erano false. I militari hanno avuto la conferma anche tramite fotosegnalamento. L’esito della comparazione delle impronte dell’uomo con quelle presenti in banca dati ha permesso di identificarlo sempre in un uomo di 36 anni, ma con nome, cognome e data di nascita differenti da quelli riportati sui documenti in suo possesso. Verificato che era in possesso di documenti falsi,è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto ed è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale”.

 

Ricercato da sette anni

“Ma i militari – conclude Girardi - hanno scoperto anche che doveva scontare una condanna definitiva. Infatti nelle banche dati era presente a suo carico un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale della Corte d’Appello di Brescia per una condanna a quasi 5 anni e quattro mesi di reclusione per reati di spaccio di stupefacenti commessi nel 2016 in provincia di Mantova. Il mandato di arresto era stato emesso nel maggio del 2019, ma non era mai stato eseguito perché l’uomo era irrintracciabile da ben sette anni: fino a domenica scorsa quando la sua fuga è terminata”.