Domenica 28 dicembre, in cattedrale a Crema, il vescovo Daniele Gianotti ha presieduto la celebrazione di chiusura del giubileo della speranza, l’anno santo aperto la viglia di Natale 2024 dal compianto papa Francesco. A Roma, la porta santa chiuderà i battenti all’Epifania il 6 gennaio. Nell’introduzione, il vescovo ha definito il giubileo ‘l’esperienza che ha elevato la gioia a Dio”. Ha ricordato i pellegrinaggi a Roma che hanno donato ‘pace e speranza’.

Passaggio dei due papi
Nell’omelia il vescovo ha commentato le letture nella festa della sacra famiglia. “L’esistenza di Gesù a Nazareth è quella che Dio mette davanti a noi. È un’esistenza che non ha nulla di nascosto. Era ordinaria come la nostra. Il giubileo è un’occasione straordinaria per metterci in cammino e farci pellegrini di speranza. L’anno santo è stato definito anche dal passaggio dei due papi: Francesco e Leone XIV. La finalità del giubileo è di tenere viva la speranza nella vita quotidiana”.
Tre indicazioni
Il vescovo ha poi dato tre indicazioni: ‘indossare un vestito appropriato a ogni circostanza; fare spazio nella nostra quotidianità alla parola di Cristo e fare che tutto avvenga nel nome del Signore. Tutto è unificato nel suo essere Eucarestia. Impariamo dunque a vivere nella logica di Gesù Cristo”.