Meglio una fontanella di acqua potabile o dei tappeti elastici ai giardini pubblici? Attrezzare la scuola con un laboratorio scientifico o con una rampa per abbattere le barriere architettoniche? E’ preferibile organizzare un incontro con un atleta della federazione italiana ginnasti o una spedizione in giornata ad un parco-divertimenti? Su queste e altre proposte ancora si sono confrontati i dodici studenti della scuola media di
Bagnolo Cremasco, in occasione della prima seduta del consiglio comunale dei Ragazzi.
L’insediamentoLo scorso sabato 23 marzo presso la sala consiliare il sindaco
Doriano Aiolfi e il vicesindaco di
Chieve,
Maria Teresa Barbati hanno tenuto a battesimo l’insediamento del
nuovo consiglio comunale dei ragazzi. Di fronte ad una vasta platea di famigliari, insegnanti ed amici le autorità hanno presentato formalmente i dodici consiglieri eletti e, tra questi, il sindaco dei ragazzi
Alessandra Paparatto.
Il consiglioEsaurite le formalità di rito e compiuto il giuramento di fedeltà all’incarico appena assunto, sfoggiando la fascia tricolore, il nuovo sindaco ha preso posto in sala consiliare, felice e al contempo emozionata – come del resto tutti gli altri neoeletti: il vicesindaco
Miriam Sbarufatti, il segretario verbalizzatore
Alessia Dendena e gli altri consiglieri,
Cristian Bragonzi, Alex Dendena, Luca Fedi, Martina Bassoricci, Matteo Zucchetti, Laura Bianchessi, Edoardo Denti Pompiani, Lorenzo Strada, Emanuele Severgnini.
La prima assembleaDopo i primi imbarazzi e i comprensibili tentennamenti iniziali l’assemblea ha preso vita e la discussione si è animata, con vivacità e piglio partecipativo. Conclusa quindi una prima scrematura dalla dozzina di progetti presentati, bisognerà attendere la successiva
seduta di maggio per conoscere quale proposta otterrà il
budget messo a disposizione dei ragazzi dall’amministrazione ‘dei grandi’.
Sinergia di intentiL’input di istituire il
consiglio comunale dei ragazzi è partito dagli amministratori bagnolesi che hanno esteso la proposta di collaborazione alla scuola media e al comune di
Chieve, entrambi solleciti nello sposare la causa e le finalità dell’iniziativa. Dal canto suo la scuola ha destinato
un’ora settimanale di attività laboratoriale per l’intero anno (che per questa prima esperienza pilota ha
coinvolto le classi prime e seconde), durante la quale tutti gli studenti interessati elaborano le proposte da sottoporre poi al vaglio dei dodici eletti, in sede di consiglio. Gli ambiti di discussione gravitano attorno a tre assessorati:
Città, Scuola e Cultura, Sport e Tempo libero.
Gli obbiettiviL’obbiettivo di iniziative come questa è quello di avvicinare i ragazzi ai principi della democrazia partecipata, della cittadinanza responsabile e della negoziazione rispettosa, affinché sentano la
‘cosa pubblica’ anche un po’ propria.
“Il bene pubblico è di tutti e quindi di nessuno”, si dice. Troppo spesso però questo ‘non appartenere’ specificamente a qualcuno porta ad atteggiamenti di indifferenza, trascuratezza o peggio deresponsabilizzazione.
Il bene collettivo"Una tale proposta - afferma il sindaco
Aiolfi - invece ambisce ad invertire la tendenza, sviluppando nei ragazzi un senso di appartenenza e condivisione, nella consapevolezza che il bene collettivo sia anche un po’ loro e che dunque possano incominciare già da ora a farsene carico".