28-09-2020 ore 20:31 | Cronaca - Crema
di Giovanni Colombi

Pandemia Covid. Crema rende onore ai suoi caduti. Bonaldi: 'un atto di vicinanza e amore'

"La città di Crema e tutte le sue figlie e i suoi figli offrono questo segno di amore perenne ai loro concittadini e concittadine mancati nei terribili mesi della pandemia, sentimento che si estende alle loro famiglie e ai loro affetti, che con un grande esempio di dignità e di compostezza sono stati ispiratori di coraggio e di speranza per ognuno di noi". Oggi pomeriggio in piazza Duomo il sindaco Stefania Bonaldi e i componenti del consiglio comunale di maggioranza e opposizione hanno svelato una lapide marmorea, collocata nel famedio del palazzo comunale, in memoria delle 327 persone che hanno perso la vita durante il periodo dell'emergenza sanitaria da Coronavirus dal 21 febbraio al 31 maggio scorso. Il vescovo Daniele Gianotti ha sottolineato la profondità del cordoglio e la grande ferita subita dalla città, esprimendo parole di conforto e di vicinanza per chi ha subito la perdita di persone care.
 

La vicinanza della comunità
“Nelle settimane dolorose del Covid – ha spiegato il sindaco, visibilmente commossa - avevamo preso l'impegno quello di ricordare insieme tutti i nostri concittadini e le nostre concittadine mancati in quei terribili momenti ed oggi siamo qui per onorare quella promessa. Fare memoria, insieme, di chi se ne è andato in quei mesi drammatici, che rimarranno impressi nella storia della nostra città e nelle nostre coscienze. Quali che siano state le cause della morte dei vostri familiari, avete vissuto una esperienza drammatica e inumana, condannati alla solitudine, all’isolamento, all’impossibilità di stare accanto ai vostri cari, alle scarse informazioni circa le loro condizioni, alle incertezze legate alla scarsa conoscenza del virus, alle cupe notizie che sopraggiungevano sulla pandemia. E ancora smarrimento, paura, disperazione”.

 

Atto di amore e vicinanza

"Questa lapide - ha aggiunto il sindaco - vuol essere un atto di amore e vicinanza ai vostri cari, quale che sia il motivo per cui sono mancati, e a voi familiari, tutti accomunati da uno stesso destino di perdita. Qui, nel cuore della città a rappresentare il cuore di tutti noi cittadini e cittadine di Crema. Vuole essere gesto d’amore e di memoria per il nostro presente e per il nostro futuro, ma anche un perenne monito della precarietà e della fragilità della nostra condizione umana, perché uno dei lasciti di questo maledetto virus è che il nostro primato, che presuntuosamente avevamo dato per certo, deve fare i conti con altre creature, anche infinitamente piccole come un minuscolo virus, che,  esattamente come noi, vogliono vivere e possono distruggerci. E solo le risposte corresponsabili e solidali, quelle di una umanità che si fa carico, si affratella e porge aiuto, sono state e saranno quelle in grado di salvarci”. In piazza anche una rappresentanza del comitato "Verità e giustizia per gli ospiti della Fondazione benefattori cremaschi".

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