26-11-2025 ore 07:58 | Cronaca - Dalla provincia
di Riccardo Cremonesi

Carcere di Cremona, suicidio di un educatore. Cgil: “Personale allo stremo, Ministero assente”

Un educatore si è tolto la vita all’interno del carcere di Cremona. Luca Dall’Asta, segretario generale funzione pubblica della Cgil di Cremona denuncia “le gravi condizioni di lavoro che da anni affliggono il personale penitenziario, sia del comparto funzioni centrali sia del corpo di polizia penitenziaria: sovraffollamento strutturale, popolazione detenuta sempre più complessa, carichi lavorativi estenuanti e croniche carenze di organico”.

 

Interventi mirati

“A questo si aggiunge una catena di comando che necessita urgentemente di una guida stabile: un direttore effettivo e presente, coadiuvato da un comandante di reparto esperto, sono condizioni indispensabili per garantire equilibrio, sicurezza e continuità organizzativa. Il personale in servizio non può e non deve essere considerato sacrificabile. Occorre finalmente investire risorse coerenti con la particolarità del lavoro svolto, mettendo in campo interventi mirati che rendano più sereno e gestibile un servizio pubblico essenziale, complesso e delicato, troppo spesso dimenticato.

 

Indifferenza

“È duro dirlo, ma tutto ciò avviene nell’indifferenza delle Istituzioni e del Ministero della Giustizia che, al di là di rassicurazioni e proclami, continuano a intervenire con ritardi e difficoltà su problemi che ormai sono sistemici. A ciò si aggiunge il drammatico e inaccettabile numero di suicidi tra le persone detenute: un ulteriore segnale di un sistema al collasso, che non può più essere ignorato. La situazione delle carceri italiane e di quella di Cremona in particolare deve essere affrontata con la massima urgenza da chi ha il potere e il dovere di decidere. In gioco non c’è soltanto la salute, ma la vita delle persone che vivono e lavorano nelle strutture penitenziarie. È ora di dire basta”.