Il volto di una donna composto da tante piccole sagome femminili. Sul mercato di via Verdi l'area dedicata alla prevenzione e all'informazione allestita da Asst Crema in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è immediatamente riconoscibile. Una scritta rossa Stop intima di fermare ogni forma di violenza. In trasparenza la dicitura Help ricorda alle donne l'importanza di chiedere aiuto. Sui tavolini sono disposti i flyer della campagna della Polizia, Questo non è amore. Accanto il materiale informativo dedicato ai progetti della Asst aiuta ad attenzionare relazioni tossiche. “Svilisce le tue opinioni, si prende gioco di te, ti manipola, ti isola, ti tratta da pazza”. La soluzione è una sola. Anzi, sono due: smetti di tacere e “chiedi aiuto”. Sul territorio cremasco è attiva una rete composta da diversi stakeholder in grado di sostenere le donne vittime di violenza in un percorso di ripartenza. Prende il nome di Rete contatto. Ne fanno parte le forze dell'ordine, i comuni dell'ambito cremasco, l'Asst, il centro antiviolenza e l'associazione Donne contro la violenza, alcune realtà associative per il supporto educativo e psicologico o per il reinserimento della donna nel contesto sociale e lavorativo.
Il progetto Integra
La presa in carico territoriale è stata di recente implementata grazie al progetto Integra. Presentato a maggio di quest'anno, è finanziato da regione Lombardia. Mira a incrementare gli interventi a favore delle donne vittime di violenza di genere e dei minori coinvolti, migliorando l’integrazione tra strutture ospedaliere, servizi sociosanitari territoriali, centro antiviolenza ed enti locali. Vede il coinvolgimento, oltre che di Asst in qualità di ente capofila, anche di Comunità sociale cremasca, comune di Crema e centro antiviolenza. Tutti gli enti coinvolti, insieme alla giunta comunale, erano presenti questa mattina al mercato di via Verdi, uniti, insieme, contro la violenza di genere. “Da maggio abbiamo accolto e sostenuto oltre 15 donne vittime di violenza, accompagnate da minori. Ora possiamo contare su personale dedicato per il supporto psicologico” spiega Damiana Barbieri, responsabile del consultorio familiare di Asst Crema e referente scientifica del progetto Integra. La violenza non è un fatto privato. “Richiede un impegno collettivo ed una presa di consapevolezza. Ecco perché è importante che una donna vittima di violenza si senta accolta, ascoltata e protetta da una rete di professionisti che operano nella sua città. Integra mette a disposizione nuove risorse, rafforza una rete per far comprendere alle donne che non sono sole. E resta accanto anche ai figli, spesso spettatori di scene da condannare”.
Fenomeno trasversale e quotidiano
La violenza, di qualunque forma si tratti, graffia l'anima, ferisce il cuore. E cambia, profondamente. Considerata un fenomeno trasversale, è parte della nostra vita quotidiana: abita le case, le scuole, i luoghi di lavoro. Secondo i dati diffusi da Fondazione Onda, nel mondo ne è vittima una donna su tre. Un tono di voce troppo alto, scatti d'ira incontrollati, denigrazioni, colpevolizzazioni continue, indifferenza sistematica sono violenza sommersa. Sono campanelli d'allarme che non possono essere ignorati. “Non basta stare accanto alle donne. Serve essere capaci di stare accanto alle donne: imparare ad ascoltarle e a cogliere il sommerso, ovvero quei segnali silenziosi e nascosti che non possono trovarci indifferenti o impreparati”. Come hanno chiarito Gianna Bianchetti e Silvia Corini dell'associazione Donne contro la violenza: “nel 2025 abbiamo accolto oltre 100 donne, contro le 63 che si erano rivolte a noi nel 2022. Non riusciamo a spiegarci questo incremento. Se, da un lato, è vero che la consapevolezza e la sensibilità al tema sono aumentate, dall'altro capiamo che in questo territorio quella della violenza è una ferita collettiva, che può essere ricucita solo grazie all'impegno di tutti, nel rispetto delle diverse competenze”.
'Collaborazione tra ospedale e territorio'
Crema è una città che si mobilita e che fa affidamento sulla sinergia territoriale per offrire un intervento “completo e tempestivo”. Lo ha ben chiarito Carolina Maffezzoni, direttore sociosanitario dell'Asst: “la collaborazione tra ospedale e territorio è la chiave per non lasciare nessuna donna da sola e per costruire un sistema che sappia prevenire, riconoscere e contrastare la violenza in tutte le sue forme”. Anche e soprattutto quelle invisibili: “l’ospedale non può e non deve essere un luogo che si limita a curare le ferite visibili: deve essere un presidio di ascolto, protezione e orientamento, capace di intercettare il disagio e accompagnare le donne verso percorsi sicuri di tutela”.
Prevenzione e contrasto
In campo anche uomini e donne della polizia di Stato e dei carabinieri. I primi oggi erano presenti in piazza Duomo con un punto informativo sulle attività di educazione e prevenzione garantite, mentre i secondi hanno attivato un'importante campagna divulgativa, oltre ad aver incontrato gli studenti dell'istituto scolastico Galileo Galilei. Video promozionalii sui social network, caserme illuminate di arancione, aderendo alla campagna Orange the world, luoghi accoglienti dedicati all'ascolto di donne vittime di violenza, la creazione dei mobile angel, smartwatch dati, previo consenso, alle donne che denuncino episodi di violenza in grado di inviare richieste di allarme alle centrali operative e geolocalizzare l'utilizzatore: il contrasto alla violenza parte dalla prevenzione e dalla responsabilizzazione. L'attenzione delle Forze dell'ordine è focalizzata anche sul contrasto dei cosiddetti reati spia, ovvero quei delitti come gli atti persecutori, i maltrattamenti contro familiari e conviventi e le violenze sessuali, spesso precursori di epiloghi tragici e fatali per le vittime. Il primo baluardo di una società attenta ed accogliente è l'ascolto, è non voltarci dall'altra parte di fronte ad una richiesta d'aiuto anche silenziosa. Serve il coraggio di guardare dentro ad occhi spenti, che meritano nuova luce. Di fronte a un'emergenza così dilagante, non possiamo e non dobbiamo più fare finta di niente.