24-07-2014 ore 20:44 | Cronaca - Crema
di Andrea Galvani

Crema. Nasce il presidio di Libera Pippo Fava e Danilo Dolci. Don Ciotti: “la cultura dà una sveglia alle coscienze, il lavoro offre dignità”

Dalla memoria all’impegno e alla responsabilità. Questi i temi portanti del percorso che dovrà seguire il presidio cremasco di Libera, intitolato a Danilo Dolci e Pippo Fava: “al loro esempio, alla loro testimonianza, non semplicemente alla loro memoria. Ciò che conta - spiega don Luigi Ciotti, stringendo forte la mano al proprio interlocutore, fissandolo negli occhi, "perchè gli occhi parlano, dicono la verità" – non è solo chi fa il male, ma anche chi osserva senza far nulla. Diffidate dai navigatori solitari, il cambiamento si fa insieme. Nel nostro Paese il primo rinnovamento, la prima riforma necessaria, parte dalla responsabilità di ciascuno. E' la cultura che dà una sveglia alle coscienza, è il lavoro che offre dignità”.

 

Il dovere della verità

“In Italia – spiega davanti alla platea che lo accoglie all'interno del teatro San Domenico – e nella nostra Costituzione manca una parola: verità. Non è possibile che non si sappia nulla di nessuna strage. Se non sentiamo su di noi, in ciascuno di noi, la responsabilità di tutte quelle persone uccise da ogni mafia, non potremo dar vita ad alcun cambiamento”.

 

Informazione, formazione, educazione alla legalità

Don Ciotti è introdotto da alcune letture di brani di Danilo Dolci e Giuseppe Fava, dai referenti provinciale e regionale Silvia Camisaschi e Davide Salluzzo, dalla referente della nascente sede cremasca, Jennifer Riboli e dal saluto del sindaco Stefania Bonaldi e dell'assessore Paola Vailati, che ha fortemente voluto la nascita del presidio, "questa meraviglia". Le chiavi dell'attività del presidio cremasco di Libera saranno informazione, formazione, educazione alla legalità, con la creazione di una rete virtuosa che promuova la cultura della verità e della libera informazione, che possa instillare nella comunità buone prassi di legalità e giustizia. "Non attraverso convegni sui massimi sistemi, ma con il lavoro quotidiano, con la semplicità del lavoro, con la testimonianza diretta, senza passerelle" ha sottolineato don Ciotti.

 

Foto © Cremaonline.it

 

Il coraggio di avere più coraggio

“Libera – ha sottolineato don Luigi, affiancato dal sostiturio commissario Michele Bulloni – nasce per dire ai familiari delle vittime di ogni mafia che in Italia c'è chi non si volta dall'altra parte; dobbiamo tutti avere il coraggio di avere più coraggio, seguire la voce scomoda della coscienza, seguire la verità. Noi, tutti insieme, dobbiamo diventare costruttori di tutto questo. Non dobbiamo dimenticare i nomi di chi è stato ucciso dalla mafia, dobbiamo ricordarli uno a uno, essere testimoni della loro vita, rinnovare il loro insegnamento, proseguire il loro percorso".

 

I doni della democrazia

“La democrazia ci offre dei doni, libertà e dignità umana, ma non si possono reggere da soli senza la responsabilità. La Costituzione deve diventare sempre più un fatto di cultura e costume, dobbiamo costruire percorsi di libertà, liberando chi è senza lavoro, schiacciato in territori senza legalità, diffidando dei cattivi educatori, di chi non s'impegna per offrire gli strumenti per essere autonomi, capaci di comprendere con la propria testa”.

 

Il sogno condiviso dell'educazione

"Educazione è un sogno condiviso", spiega don Luigi Ciotti: "in Italia sono 6 milioni gli analfabeti, siamo primi in Europa per dispersione scolastica, i poveri sono oltre 6 milioni, 1 milione dei quali sono bambini. Nel nostro Paese è tornata la miseria. Ripartiamo dalla scuola, l'educazione è un sogno condiviso. Col sapere la persona si risveglia e col lavoro si realizza. Educhiamo nei nostri territori alla positività, mentre la mafia e la mafiosità diffusa si nutrono di disinformazione ed indifferenza".

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