24-03-2016 ore 10:42 | Cronaca - Crema
di Ilario Grazioso

Il valore educativo dello sport, convegno all'istituto Sraffa. Relatori Daniele Signore e Simone Corsi delle Fiamme Oro

Nell’ambito del progetto Erasmus + KA2 S.M.I.L.E., si è svolta ieri mattina presso l’aula magna dell’istituto “Piero Sraffa” un convegno avente come tema il valore educativo dello sport. L’incontro è stato promosso dalla docente di educazione fisica Loretta Tomasoni, ed ha visto la partecipazione di Daniele Signore, oro alle Paralimpiadi di Pechino nel 2008, il vice questore Daniel Segre, Paolo Blora e Simone Corsi delle Fiamme Oro. In particolare, Blora è stato campione italiano di superbike, ed ora è il responsabile del settore velocità del gruppo sportivo di motociclismo delle Fiamme Oro, mentre il più noto Simone Corsi, sta disputando il campionato mondiale di Moto2 e proprio qualche giorno fa ha conquistato il podio in Qatar.

 

Essere motivatori
Daniele Signore si sente a suo agio tra i ragazzi, racconta la sua storia, l’essere ipovedente a seguito di un incidente e l’avvio alla pratica sportiva dopo i trent’anni, grazie ad un progetto di inserimento per i disabili nel settore Adaptive, che l’Unione Italiana Ciechi di Cremona avviò nel 2004 con l’Aics (Associazione Italiana Cultura e Sport) di Cremona e la Canottieri Flora di Cremona, società che oggi lo vede tra i suoi collaboratori. Signore, ci tiene a sottolinearlo, ricorda con piacere i coordinatori di quell’iniziativa, il capo progetto Renato Bandera e i tecnici Pierangelo Ariberti e Felice Ortelli, che con caparbietà intesero promuovere l’inserimento dei disabili nel canottaggio e non mancano in lui i riferimenti ad un’altra persona, un ex collega che ora non c’è più, Luigi Bianchetti, fondamentale per i consigli e per averlo accompagnato nelle iniziative dell’Uic, perché come amava dire: “Noi disabili, siamo un po’ condannati nella società, ma non deve essere una barriera”. Signore, attualmente impegnato nella preparazione posturale di un non vedente e a sostenere Michele Camozzi, ipovedente della Interflumina Casalmaggiore, in pista a Grosseto a giugno nei 100 e 200 mt ai campionati Europei di categoria, chiude osservando: “Io porto la mia esperienza, non da allenatore, ma da motivatore”.

 

Daniele Segre: “fondamentale il rispetto delle regole”
Dopo i saluti del consigliere comunale delegato per lo sport Walter Della Frera, che ha ricordato i prossimi eventi del cartellone di Crema città europea dello sport 2016, e di Fabiano Gerevini, governatore Area 2 Lombardia del Panathlon International, Daniel Segre ha introdotto i due sportivi, della Polizia di Stato. Un video sui successi delle Fiamme Oro, precede l’intervento del vice questore che pone l’accento sulle regole: il valore del rispetto è il primo messaggio per i giovani e per farlo comprendere meglio, Segre fa riferimento alle arti marziali, “non per niente lì si parte con il saluto”, perché uno sport senza regole, non sarebbe uno sport e lo sport è esso stesso un veicolo universale per diffondere l’importanza delle regole.

 

L’oro di Pechino
“Un’emozione indescrivibile” per Signore l’oro nel 4 con Lta, superando l’equipaggio americano e quello inglese, al debutto del canottaggio come sport paralimpico, assieme a Luca Agoletto, Paola Protopapa, Graziana Saccocci e al timoniere Alessandro Franzetti. E di quella gioia, l’atleta cremonese, ricorda un aneddoto: “Paola Protopapa, qualche giorno prima di quel fatidico 11 settembre 2008, nel villaggio paralimpico stava cantando l’inno di Mameli e tutti noi l’abbiamo seguita canticchiandolo sottovoce, alla faccia della scaramanzia – ricorda Signore – qualche giorno dopo lo cantammo con la medaglia al collo”. Ora, lasciata l’attività agonistica, Daniele Signore continua ad andare in acqua nelle gare master, assieme a Tamara Bernio, compagna di vita e di sport.

 

Corsi: fortunato, ma è necessario tanto allenamento
Il più atteso della mattinata è senza dubbio Simone Corsi, il quale si definisce “un fortunato perché oltre a fare qualcosa che mi piace tanto, alla fine della carriera sportiva avrò anche un lavoro come poliziotto”. Ma guidare una moto a livello agonistico non è certo una cosa semplice, occorre costanza e allenamento, tecnico e fisico: “Cinque o sei ore al giorno – dice Corsi, romano che si allena a Lodi – perché non è semplice stare in moto per 40 minuti, con una moto che pesa oltre 100 chili, bisogna curare il fisico perché più si è leggeri, più si va veloce”. Il motociclista però non manca di specificare ai ragazzi che sì, in pista si sfrutta la moto al 100%, e questo senza dubbio è qualcosa che appassiona molto coloro che amano la velocità, ma Corsi è anche un poliziotto e non viene meno al suo lavoro, quando fa ai giovani qualche raccomandazione: “In strada è molto pericoloso, bisogna rispettare le regole”. Sulla stessa lunghezza d’onda Daniel Segre, sfogatevi in pista, ma in strada non si scherza, il casco prima di tutto e il rispetto del codice della strada.

 

Tutti possono fare tutto
Manifestazioni come quella di Pechino, sono particolarmente importanti, perché consentono di conoscere molteplici disabilità e condividere con tante persone, spazi e momenti diversi osserva Signore, il quale aggiunge: “Ho visto gente stare molto peggio di me, ma tutti si mettono in gioco”; atleti senza gambe, senza braccia che nel villaggio paralimpico, si presentavano a mensa in maniera autonoma. E su queste parole, la chiusura di Loretta Tomasoni, secondo la quale “tutti possiamo fare tutto, con grinta e coraggio, è questo il messaggio che porta con sé Daniele Signore”.

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