23-04-2016 ore 11:35 | Cronaca - Crema
di Ilario Grazioso

Crema. Dall’integrazione all’inclusione, l’importanza dello sport

Squadra integrata, un metodo di lavoro inclusivo: è un interessante progetto della rete interprovinciale composta da sei istituti scolastici di diverso grado, coordinati dall’istituto comprensivo Rubini di Romano di Lombardia, che vede impegnati in perfetta sinergia 5 scuole del territorio cremasco. Si tratta degli istituti comprensivi Crema Tre e Falcone–Borsellino di Offanengo e di 3 istituti superiori cittadini (Sraffa, Marazzi e Racchetti-Da Vinci) i quali, partendo dal presupposto che l’energia sprigionata dallo sport è in grado di promuovere nella scuola l’inclusione come metodo, hanno deciso di mettersi insieme, coinvolgere comuni e associazioni sportive presenti nel territorio e ideare nuovi percorsi, in grado di poter essere trasferiti nella didattica quotidiana, attraverso team di lavoro cooperativo.

 

Ognuno esprime se stesso

Si parte dall’esperienza degli sport integrati, in primis il baskin, per passare ad altri sport, all’atletica, a piattaforme web dove è possibile condividere le esperienze e costruirne di nuove. Il progetto intende raccogliere le sperimentazioni già in atto, che riconoscono lo sport, diritto di tutti e strumento privilegiato per l’inclusione, per generare sul campo e nella quotidianità un mondo integrato, dove ognuno possa realmente esprimere se stesso, il suo modo di essere utile per gli altri, partecipando insieme al proprio deficit, alla propria normalità.

 

Momenti formativi

Diverse le azione previste dal progetto, le prime destinate principalmente ai docenti di educazione fisica della rete di istituti coinvolti, i quali hanno seguito approfondimenti relativi al concetto di salute dinamica e metodologie didattiche inclusive e trasversali, sport integrati, attraverso le relazioni di formatori di particolare rilievo nel panorama lombardo e non solo, quali Francesco Casolo – professore associato dell’università cattolica del sacro cuore di Milano, nonché coordinatore del corso di laurea in scienze motorie e Davide Iacchetti – consigliere nazionale Csi e responsabile della commissione per la promozione delle attività sportive con disabili della provincia di Cremona.

 

Didattica trasversale

L’ottica è quella della didattica trasversale, perché tutto è trasferibile ad altri contesti – commenta Francesco Casolo, a margine del suo intervento presso l’aula magna del Racchetti-Da Vinci – il tema della didattica interessa i docenti, ma c’è la necessità di adeguarsi al mondo che cambia, non si può rimanere ancorati alle modalità proposte 30 anni fa, vincolata alla lezione frontale, perché ormai questa è una scelta perdente. È fondamentale il cambiamento di prospettiva, dall’integrazione alla piena inclusione, aggiunge Giovanni Ferrari, docente di educazione fisica del Racchetti-Da Vinci, che coordina i colleghi delle scuole cremasche aderenti all’iniziativa. Presente agli incontri formativi anche la dirigente scolastica della scuola capofila del progetto, Albertina Ricciardi, preside dell’istituto comprensivo Rubini di Romano di Lombardia, secondo la quale si parte dalle buone prassi in campo sportivo della provincia di Cremona, per cercare di trasferire questo modo di agire anche in altre attività, avendo ben chiaro l’obiettivo da perseguire: “Abbattere la riduzione della partecipazione, per tutti, anche per i cosiddetti normodotati”. Superata la prima fase, nelle varie scuole si sta procedendo alla formazione di squadre integrate, dal baskin, al lancio del vortex, all’atletica, fino ad arrivare a momenti formativi all’interno delle classi, nella stessa didattica quotidiana, per competenze diverse, ma obiettivi comuni.

 

Giornata conclusiva a Romano di Lombardia

Tutte le varie iniziative si concluderanno il prossimo 24 maggio, nel corso di una giornata ricca di appuntamenti che si terrà a Romano di Lombardia, presso le strutture messe a disposizione dalla scuola capofila e coinvolgerà gli alunni delle scuole cremasche aderenti.

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