22-08-2020 ore 15:45 | Cronaca - Crema
di Andrea Galvani

Crema. Caso Beccalli, il colonnello Repetto sull'omicidio e i tentativi di occultare le prove

“È presumibile che il delitto di Sabrina Beccalli sia avvenuto nella casa dell’ex fidanzata di Alessandro Pasini nella notte tra il 14 e il 15 agosto e che l'auto sia stata bruciata per sviare le indagini e occultare i segni di violenza sul corpo della donna”. Il tenente colonnello Lorenzo Carlo Mario Repetto spiega ai cronisti che il gip ha concordato in pieno con l’attività investigativa dei carabinieri di Cremona e di Crema: “Ci conforta perché abbiamo dato una risposta in temi brevi ad un fatto efferato”. Durante l’interrogatorio l'uomo di 45 anni in carcere dal 18 agosto con l'accusa di "omicidio e distruzione di cadavere" ha sostenuto che la donna “sia morta per un malore, per un’overdose avendo consumato stupefacenti insieme quella sera”. Ha aggiunto che "il corpo della donna è stato bruciato insieme all'auto". O almeno questa è "la sua costruzione mentale". I militari non sono dello stesso avviso. “Abbiamo immagini chiarissime”. Nelle registrazioni di una telecamera privata “lo vediamo mentre porta la macchina attorno alle 15 a Vergonzana e mentre torna a Crema con un monopattino che aveva caricato all’interno della vettura. E poi torna la sera alle 21.30 poco prima che la macchina prenda fuoco. Questi sono gli elementi fondamentali. Elementi che lui ha confermato”.

 

Le grida nella notte

Non è chiaro se all’origine della violenza ci sia un raptus o un gesto premeditato: “Abbiamo raccolto molte tessere, altre vanno ancora messe a posto”. Il lavoro del Ris ha portato a molti riscontri. Sono stati raccolti "elementi incontrovertibili”. A partire dalla “certezza” che la notte prima della scomparsa fossero entrambi nell’abitazione dell’ex fidanzata di Pasini. Repetto aggiunge che “una vicina ha sentito le grida di aiuto di una donna. Poco credibile che sia una persona in overdose a gridare”. Sussiste “l’ipotesi che la violenza sia scaturita dal rifiuto ad un’avance”. Il loro incontro “è dovuto al fatto che entrambi consumavano stupefacenti, però le dichiarazioni del Pasini fanno presumere che lui avesse anche altre intenzioni e non è detto che Sabrina fosse d’accordo”.

 

Il tubo del gas tagliato

Tutto si è consumato nell’abitazione dell’ex fidanzata, a Castelnuovo. Repetto spiega che la donna era in vacanza e non sapeva nulla: “sapeva che Pasini aveva la disponibilità della casa ma lo aveva diffidato perché aveva interrotto questa relazione. Pasini aveva le chiavi”. Il tenente colonnello dei carabinieri aggiunge un elemento agghiacciante: “Quando ci siamo recati sul posto abbiamo rischiato di fare un disastro. Non è accaduto solo perché siamo entrati insieme ai vigili del fuoco e sono passati da una finestra. Aveva tagliato il tubo della caldaia e dopo quattro giorni l'ambiente era ormai completamente saturo di gas. Bastava che qualcuno entrasse dalla porta e accendesse la luce e veniva giù tutta la palazzina”.

 

Il lavoro dei Ris

Ai militari “resta da chiarire quello che è avvenuto esattamente presso l’abitazione di Castelnuovo” e soprattutto trovare il corpo della donna: “Non c’è collaborazione dell’indagato fino a questo punto”. Sono in corso “accertamenti tecnici sul cellulare della donna” e sarà fondamentale “il lavoro del Ris di Parma: dalle prime evidenze ci dà modo di capire che l’ipotesi investigativa è giusta”. Nel frattempo le ricerche del corpo proseguono, mentre Pasini resta in carcere a Cremona. Stamattina sono iniziate le operazioni di svuotamento della vasca agricola sequestrata ieri dai militari nei pressi del luogo in cui è stata ritrovata l'auto bruciata. 

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