
Dal 2016 in avanti avevano emesso fatture per operazioni inesistenti per un importo complessivo di oltre 2 milioni e 800 mila euro in favore di diverse società operanti nel settore del fotovoltaico e delle costruzioni, al solo fine di consentire a queste ultime un significativo risparmio d'imposta. L'anomalia di gestione faceva capo a tre società formalmente operanti nel settore delle costruzioni e riconducibili ad un immobiliarista cremonese. Gli amministratori di diritto e di fatto di tutte le società coinvolte erano stati denunciati per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele omessa dichiarazione, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e occultamento o distruzione di scritture contabili, all'esito di un'operazione condotta dalla guardia di finanza di Crema.
Le condanne
Nei giorni scorsi il tribunale di Cremona ha condannato uno degli amministratori di fatto delle tre società cartiere a tre anni e un mese di reclusione, con la conseguente confisca di beni per un valore di circa 210 mila euro, e due amministratori delle società utilizzatrici delle fatture per operazioni inesistenti rispettivamente a un anno e quattro mesi di reclusione e a 10 mesi di reclusione, con una conseguente confisca di beni per un valore pari a circa 425 mila euro. Gli imputati avevano scelto il rito abbreviato.
Le operazioni precedenti
Nel 2024 le Fiamme Gialle avevano dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cremona, del valore complessivo di oltre un milione e 300 mila euro, cautelando disponibilità finanziarie e beni immobili, tra cui una villa con piscina, oltre a siti commerciali e terreni. Già nella fase delle indagini, tre dei sette indagati hanno definito la propria posizione con la richiesta di ravvedimento operoso speciale, versando all'Erario un importo complessivo pari a oltre 55 mila euro.