22-03-2022 ore 14:33 | Cronaca - Milano
di Claudia Cerioli

Osservatorio sugli anziani: in Lombardia sono sempre più soli, fragili e in difficoltà

Il sindacato unitario dei pensionati ha redatto un’inchiesta sullo stato degli anziani in regione Lombardia alla luce della pandemia che sta colpendo il paese da due anni. Ciò che è emerso, è un quadro non rassicurante. Oltre 400 mila anziani lombardi hanno problemi di autosufficienza e uno su tre incontra grosse difficoltà negli spostamenti in casa propria. Il 14 per cento di ultraottantenni vive in uno stato di reclusione domestica, acuita proprio con la pandemia che ha reso queste persone ancora più fragili. Gli ultra sessantacinquenni in Lombardia sono circa 2,3 milioni e aumentano al ritmo di 40, 50 mila all’anno. La pandemia ha inciso fortemente sulle loro condizioni di vita non solo da un punto di vista economico, ma anche sanitario, sociale, nelle relazioni, nella possibilità di ricevere aiuto, nell’uso del tempo e delle risorse che il territorio offre. 

 

Un ‘tavolo degli anziani’

C’è stata una riduzione di orizzonte, che ha colpito tutti, ma ha inciso particolarmente sulla terza e quarta età, già di per sé segnate da spaesamento, sospensione e perdita di progettualità. L’indagine è stata promossa da Spi Cgil Lombardia, Fnp Cisl Lombardia, Uilp Uil Lombardia che, in collaborazione con Ars – Associazione per la Ricerca Sociale di Milano hanno costituito un osservatorio regionale sulla terza età. Questa ricerca vuole essere un primo contributo all'avvio di un confronto con Regione Lombardia sul tema della condizione degli anziani, che il sindacato unitario dei pensionati lombardi aveva già formalizzato negli anni scorsi con la richiesta di apertura di un “tavolo anziani", che dovrebbe prevedere la partecipazione degli assessorati al welfare, alle politiche sociali, abitative e dei trasporti e con il coordinamento della presidenza della Regione.

 

Non autosufficienza

Analizzando i risultati, possiamo dividere gli anziani in “due mondi”: quello dei “giovani anziani”, sessantacinquenni/settantenni e quella dei “grandi anziani”, gli ultraottantenni. I “giovani anziani” si distinguono per una maggiore istruzione e predisposizione alla socialità, per una vita dinamica e per una significativa familiarità con le tecnologie. In generale, in Lombardia, emerge un 15 per cento di anziani con problemi di non autosufficienza parziale o totale. Contando anche la fascia di popolazione che supera gli 85 anni, si calcolano oltre 400 mila  lombardi con problemi di non autosufficienza. Sono soprattutto “grandi anziani”, che abitano da soli e che spesso hanno bassi livelli di istruzione. Grande spazio è stato dedicato anche al tema della casa. si evince una bassissima propensione a cambiare residenza.

 

Autoreclusione domestica

L’osservatorio regionale sulla terza età si è occupato anche della solitudine  visto che quasi un terzo degli anziani vive da solo. Ne emerge un dato impressionante: il 14 per cento degli  ultraottantenni vivrebbe un’autoreclusione domestica importante. Questo significa che oltre centomila si trovano a vivere confinati in casa, con evidenti problemi nella fruizione dei necessari servizi quotidiani. La ricerca evidenzia che, forse in modo inaspettato la solitudine è percepita maggiormente da coloro che vivono nei piccoli centri, dove ci si aspetterebbero maggiori legami, mentre si riduce per esempio a Milano. Nel capoluogo, i ‘nonni’ sembrano essere un po’ più autonomi, grazie a relazioni, trasporti e supporti territorialmente più densi rispetto al resto della regione. 

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