21-03-2019 ore 16:02 | Cronaca - Crema
di Andrea Galvani

Crema, il giorno dopo. Il ritorno a scuola, la grazia, la semplicità disarmante dei bambini

Crema, il giorno dopo. Tra le mille storie che s’intrecciano nei fatti drammatici di ieri, vogliamo raccontarne un paio. La prima inizia col piccolo Samir, che ieri è riuscito a chiamare la mamma dal bus col telefonino, mentre i suoi compagni e le sue compagne urlavano e facevano chiasso per impedire all’autista di capire cosa stesse facendo. Stamattina è arrivato a scuola in bicicletta, da solo. Le televisioni se lo sono conteso e lui con pazienza ha risposto a tutti. Uno dopo l’altro. Con disarmante semplicità. Anche oggi.

 

Un momento di grazia

La seconda riporta ai momenti concitati di ieri, con l’autobus sul cavalcavia di Peschiera Borromeo, a duecento metri dal curvone a destra da cui si vedono le luci della pista d’atterraggio di Linate, il punto in cui lo sguardo incrocia il passaggio, bassissimo, degli aerei. Un automobilista, bloccato dall’intervento delle forze dell’ordine sulla corsia, riprende la scena. In molti, ascoltando, col sangue gelato nelle vene, sono riusciti a scorgere una voce, tra le urla e il chiasso di vetri che si frantumano. Una bambina corre incontro ad un carabiniere, lo abbraccia e gli dice “ti amo! Io ti amo”. Come spiega Paolo Pissavini, ex carabiniere per anni in servizio presso la Procura di Crema, “la grazia salverà il mondo”.

 

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