19-04-2026 ore 13:26 | Cronaca - Spino d'Adda
di Giovanni Colombi

Spino d'Adda. Incontro con don Claudio Burgio: 'adulti assenti davanti al disagio dei giovani'

“Non esistono ragazzi cattivi”. Questo il tema dell'incontro che si è svolto venerdì scorso presso il cinema Vittoria di Spino d'Adda. La serata, organizzata dall'associazione Gruppo Vita in collaborazione con la parrocchia e il comune, ha visto come ospite don Claudio Burgio, fondatore e presidente dell'associazione Kayros e cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano. Con lui sul palco Adele Marturini presidente del Gruppo Vita, Stefania Silvestro vice presidente e il professor Enrico Fasoli, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo "Luigi Chiesa" di Spino d'Adda.

Adulti assenti davanti al disagio dei giovani
Davanti a molti genitori, insegnanti, ragazzi e volontari dell'associazione, don Burgio ha raccontato la sua esperienza non sempre facile di educatore. Ha ribadito più volte che “siamo di fronte ad un profondo disagio dei più giovani ma che sono gli adulti i veri assenti di questa narrazione violenta che ci arriva dalle notizie ogni giorno. Che la pena va scontata ma esiste una riabilitazione che ha bisogno di ascolto, di accoglienza, di impegno, di valori che molto spesso non sono mai stati insegnati, come il senso di responsabilità o il saper affrontare il dolore e fallimento. Dal fango delle periferie, adolescenti per lo più di seconda generazione, si nutrono di odio, rabbia, cercano un riscatto che nasce da una vita di povertà e umiliazione”.

La strada è una madre dura e atroce
“Si insegna ai nostri figli a non frequentare cattive compagnie, a tracciare un confine tra buoni e cattivi che crea solo rancore e discriminazione. Certo la paura la fa da padrona ma dobbiamo dare l'opportunità ai ragazzi di poter scegliere, di poter dare una possibilità di incontro anche con chi è lontano dai luoghi sicuri di crescita. Burgio è diretto, fa esempi pratici di vita vera: la strada è una madre dura e atroce. La serata si è conclusa con le domande spontanee del pubblico e un intervento, dalla platea, del sindaco Galbiati. “La riflessione finale – spiegano gli organizzatori della serata - che ci portiamo a casa è che c'è bisogno di una comunità educante, attenta, aperta e preparata. È tempo dell'autocritica degli adulti”.