16-10-2017 ore 12:01 | Cronaca - Crema
di Lidia Gallanti

Crema. Giornata d’autunno, il Fai mostra i tesori del Barbelli, incanto sacro e profano

Molte persone hanno partecipato alla Giornata d’autunno del Fondo Ambiente Italiano, che per l'occasione ha organizzato un tour dedicato agli affreschi di Gian Giacomo Inchiocco detto Barbelli, vissuto nella prima metà del Seicento e considerato il principale esponente locale della pittura barocca. Due le tappe di domenica 15 ottobre: l’oratorio di San Giovanni Battista in via Matteotti e la villa Tensini Labadini Edallo nel quartiere di Santa Maria della Croce, per la prima volta aperta al pubblico.

 

Da Tensini a Edallo, storia della villa

Indicazioni e cartelli non sono necessari: per trovare la villa basta seguire il serpentone di visitatori in coda, che dal piazzale della basilica di santa Maria della croce si snoda fino al cancello di via Carmelitani. Nata come residenza di campagna, la villa fu costruita per nobilitare Francesco Tensini, cavaliere della Repubblica di Venezia ed esperto di architettura militare, che trasforma una “casa matta” nella sua residenza di caccia. Negli anni Trenta la proprietà passò a Luchino Labadini; l'edificio viene restaurato e lasciato in eredità alla figlia Maria. Fu il marito Amos Edallo a terminare i lavori: forte dell’esperienza e della sensibilità maturata all’accademia di Brera – dove fu uno dei primi diplomati cremaschi – negli anni Cinquanta promosse la raccolta e la conservazione di reperti storici e archeologici nel convento di sant'Agostino, oggi sede del Museo Civico di Crema.

 

Nel salone delle feste
Un parco rigoglioso accoglie i visitatori tra alberi e arbusti, lasciando scoperto il portico chiaro che orla la facciata dell'edificio secentesco. Tra l'erba si possono scorgere lacerti in pietra che ricordano lo stile dei giardini delle delizie centroeuropei, senza l'artifizio dei più nobili palazzi signorili. I volontari Fai accompagnano i numerosi gruppi di visitatori fino al corpo centrale dell'edificio, dov'è possibile accedere agli ambienti di rappresentanza affrescati dal Barbelli secondo la moda delle case di campagna. Il pittore si rifà alle incisioni di Antonio Tempesta: sulle pareti del salone principale si vedono dieci scene di caccia, segno di prestigio e ricchezza presso i signori dell'epoca. La scena è dominata da uomini e animali, in un equilibrio dinamico di forme e torsioni che ben rende l'idea della lotta per la sopravvivenza e la supremazia. Attenzione ai dettagli, gusto per l'esotico e cura nell'abbigliamento delle figure distinguono il tratto del pittore cremasco. Barbelli unisce il fascino controverso per le civiltà orientali all’orgoglio militare della Serenissima, baluardo contro l’avanzata turca, cui Crema fu “sempre fedele”. A ciò si aggiungono scene ispirate alla mitologia, allegorie delle quattro stagioni e decorazioni architettoniche che lambiscono il soffitto creando giochi di prospettive, secondo uno stile che Barbelli riproporrà in altri edifici religiosi.

 

La perla barocca di via Matteotti

La seconda tappa è l’oratorio di San Giovanni Battista, nel cuore della città. La presenza dell’edificio è suggerita dal portale in marmo che si affaccia su via Matteotti: il motto Charitas inciso sopra al portale suggerisce l’origine del piccolo tempio a pianta rettangolare, sede della Compagnia della Carità. Fu la confraternita a commissionare la decorazione interna al Barbelli a firmare nel 1636 le Storie di vita del Battista, cui si aggiunge il ciclo di opere della Misericordia ispirato a scene di vita quotidiana e impreziosito da putti e festoni decorativi dorati. In via eccezionale, è possibile accedere anche alla sacrestia del piccolo tempio, dov’è custodito un prezioso mobile settecentesco in legno d’abete dipinto.

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