16-06-2019 ore 20:45 | Cronaca - Crema
di Andrea Aiolfi

Crema. Al Campo di Marte l'undicesima Festa dei popoli nel segno della condivisione

Oggi pomeriggio, all’undicesima Festa dei popoli che si è svolta al Campo di Marte, la parola d’ordine è stata “condivisione”. Dall’organizzazione della giornata, frutto degli sforzi congiunti di Diocesi e Comune, allo spazio tra i banchetti rappresentativi di ogni nazione, fino al momento della cena con cibi provenienti da quasi tutto il mondo, tutto è stato condiviso.

Articolo 3
Il sindaco Stefania Bonaldi nel saluto introduttivo ha ricordato l’articolo 3 della Costituzione italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. L’istituzione di una consulta interculturale del Comune vorrebbe essere un primo passo concreto verso il raggiungimento di questo obiettivo, come ripetuto più volte dagli organizzatori e dagli ospiti della giornata.

Folclore dal mondo
Il momento degli spettacoli è stato aperto da una breve storia messa in scena dai bambini della scuola primaria, una favola sulla collaborazione la cui frase conclusiva recita “da soli è difficile essere felici, da soli è difficile imparare, insieme è meglio”. Alcune delle comunità presenti, come Bolivia, Albania e Senegal si sono alternati sul palco con balli e canti tradizionali, per raccontare una piccola parte del folclore del proprio paese e per mantenere vivo il legame con le proprie tradizioni, anche se lontani da casa.

Medici per l’Africa Cuamm
Non solo divertimento, la festa è stata anche occasione di riflessione e condivisione di testimonianze. Il giornalista Piero Badaloni ha presentato l’organizzazione Medici con l’Africa Cuamm, da più di 50 anni impegnata per la promozione e la tutela della salute di otto paesi dell’Africa subasahariana. Il tutto insieme a diversi medici provenienti da tutta la provincia, la dottoressa Donata Galloni (specialista in medicina tropicale), il dottor Alberto Rigolli (ginecologo) la dottoressa Patrizia Politi (gastroenterologa) il dottor Giacomo Ferrari (neonatologo) e Michele Veronesi, promotore territoriale della ong in Lombardia. Un dato esplicativo: come raccontato dal dottor Rigolli di ritorno dalla Sierra Leone, nel reparto di maternità dove ha prestato servizio, si registrano 6 mila nascite ogni anno e ci sono due ginecologi specializzati in tutto il paese. In Italia muore di parto 1 donna su 100 mila, in Sierra Leone 1700 ogni 100 mila. Medici per l’Africa Cuamm è impegnata anche nel contrasto alle emergenze, come l’epidemia di Ebola del 2014 o la più recente tragica alluvione che ha travolto il Mozambico recentemente.

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