15-07-2026 ore 20:45 | Cronaca - Cremona
di Gloria Giavaldi

Omicidio Abdelaziz, l'udienza in carcere. La confessione: 'le coltellate? Per difendermi'

Novità per quanto concerne la morte di Youssef Rama Abdelaziz, il giovane di 19 anni rimasto vittima di un'aggressione nei pressi di viale Repubblica a Crema. Alla presenza del giudice per le indagini preliminari Elisa Mombelli, si è svolta l'udienza di convalida dell'arresto dei tre indiziati dell'omicidio. P. M. N., senegalese di 26 anni, ha ammesso le proprie responsabilità e ripercorso quanto accaduto. Ha riferito che nel corso dei mesi l'egiziano lo aveva più volte minacciato. Si conoscevano da tempo, perché aveva difeso un amico senegalese da Youssef per un debito non corrisposto. Da quel momento, temendo per la sua incolumità, girava con un coltello.

 

La ricostruzione

La sera di sabato hanno avuto un diverbio in via Bottesini e il senegalese è rimasto leggermente ferito ad una gamba. Si è allontanato e ha raggiunto la zona di viale Repubblica perché voleva chiarire la questione col fratello di Youssef e superare i dissapori che si trascinavano da tempo. Arrivato nel parcheggio della Conad, ha trovato il diciannovenne egiziano insieme ad altre persone. I toni si sono subito scaldati: ha raccontato di essere stato aggredito con lo spray al peperoncino e picchiato con una grossa catena per chiudere le biciclette. A quel punto, con la vista annebbiata, ha estratto il coltello e ha ferito Abdelaziz. Il giovane, soccorso da alcune persone presenti, è morto in seguito al trasferimento in pronto soccorso. Domani, giovedì 16 luglio, verrà affidato l'incarico per l'autopsia.

 

La fuga a Milano

Dopo la rissa il ventiseienne senegalese, insieme  al 23enne italo albanese e al  ventiquattrenne egiziano, ha lasciato Crema e si è diretto a Milano. Si è recato presso una stazione degli autobus, in attesa di raggiungere la Svizzera. Qui ha chiamato un amico di famiglia ed è andato in ospedale per medicare la ferita alla gamba. Poco dopo è stato raggiunto dai carabinieri di Crema. Ai militari ha fornito indicazioni utili al ritrovamento dell'arma, gettata nel fiume mentre passavano sopra il ponte di Spino d'Adda.

 

Le richieste

Nella giornata di domani, il giudice per le indagini preliminari Mombelli dovrebbe sciogliere le riserve, basandosi anche su quanto raccontato dagli altri due giovani coinvolti. L'egiziano di 24 anni è assistito di fiducia dall'avvocato Elena Scotuzzi, mentre l'italo albanese di 22 anni è assistito di fiducia dall'avvocato Candeloro Parrello. Secondo quanto si apprende, i legali si sarebbero opposti alla convalida del fermo e avrebbero richiesto la concessione dei domiciliari. Ai legali i tre hanno chiesto di formalizzare la richiesta di trasferimento dal carcere di Cremona in altre strutture, temendo per la propria incolumità.

 

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