Un polmone verde da donare alle nuove generazioni. Si è svolta nei giorni scorsi, la cerimonia di inaugurazione del Bosco didattico campo Monica di Moscazzano. Emozionato il sindaco Aldo Bellandi per un’opera che cullava da tempo e che ha visto il suo compimento nel giugno 2026 grazie alla collaborazione di molti: la sua giunta, la Fondazione Cariplo e il parco Adda Sud, gli architetti Gigi Meanti, Alessandro Carelli e Marina D'Alba, il naturalista Valerio Ferrari, l'archeologo Francesco Giovinetti e l'impresa Minetti. Tutti presenti alla giornata inaugurale con i sindaci Aries Bonazza (Ripalta Cremasca), Pietro Torazzi (Ripalta Arpina) e con il consigliere regionale Matteo Piloni. La cerimonia si è aperta col taglio del nastro da parte delle autorità e di alcuni bambini del paese, in rappresentanza delle età della scuola materna e primaria, cui saranno rivolte le iniziative del bosco a livello didattico. L'area infatti rimarrà comunale aperta e a disposizione di qualunque visitatore.
Al centro i sistemi naturali
Il sindaco, dopo aver ringraziato i presenti, ha illustrato le motivazioni che sottendono questo progetto. “Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un crescente aumento dell'incertezza, dell'instabilità e dei cambiamenti rapidi che caratterizzano il nostro tempo. Molti di questi fenomeni sono legati a un modello di sviluppo che troppo spesso ha ignorato o marginalizzato i sistemi naturali, con conseguenze sempre più evidenti sull'ambiente e sulla qualità della vita. Saranno soprattutto i bambini e i giovani di oggi, protagonisti del futuro, a dover affrontare le sfide derivanti dal degrado ambientale e dai cambiamenti climatici. Per questo uno dei compiti più importanti della nostra società è quello di trasmettere alle nuove generazioni, attraverso l'esempio e le azioni concrete, valori, conoscenze e competenze che consentano di ripensare gli attuali modelli di sviluppo e di costruire un futuro più giusto, sano e sostenibile”.

‘I giovani hanno bisogno di comunità’
“L’educazione ambientale, o educazione alla sostenibilità come viene definita oggi, rappresenta uno strumento fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Per crescere con questa consapevolezza, i bambini hanno bisogno di noi adulti: genitori, insegnanti, amministratori e cittadini. Hanno bisogno di una comunità che li accompagni a comprendere il valore della natura, a riconoscere soluzioni sostenibili e a sentirsi parte integrante dell'ambiente che li circonda. I bambini hanno bisogno di esperienze, di vivere la natura, di osservarla, di toccarla, di esplorarla e di sentirla vicina. Il bosco didattico nasce proprio da questa convinzione e rappresenta una precisa scelta di campo dell’amministrazione comunale. Questo bosco didattico nasce proprio con questo spirito: lasciare alle nuove generazioni un luogo da conoscere, vivere e custodire, imparando che la natura è un bene prezioso di cui siamo tutti responsabili”.
Etichettatura di flora e fauna
All'interno, distribuite etichettature esplicative di flora e fauna autoctoni e postazioni che spiegano la storia e il contenuto del Bosco per il riconoscimento alberi e piccoli animali. Camminamenti in ghiaietta che portano alla piccola aula didattica all'aperto centrale e naturali per le altre parti del bosco. Con alcuni tronchi di vegetazione spontanea che è stata ripulita per aprire I sentieri, sono state create postazioni di catasto faunistiche. Valerio Ferrari guiderà le visite delle scuole e sul sito del comune è nata e sarà mantenuta una pagina dedicata al Bosco.i tecnici hanno spiegato la composizione del bosco e gli ospiti hanno espresso plauso per i coraggio e l'importanza di investire sull'educazione al rispetto dell'ambiente per le nuove generazioni.