12-03-2018 ore 20:53 | Cronaca - Crema
di Lidia Gallanti

Vaccini, tempo scaduto. Profilassi completa per 680 bambini, a Crema due 'irregolarità'

Studenti minorenni. Sabato 10 marzo è scaduto il termine fissato dal Ministero della salute per mettersi in regola con le vaccinazioni. Per quanto riguarda il Cremasco, da settembre 2017 ad oggi sono state recuperate 680 posizioni vaccinali sulle 1058 registrate a novembre nelle 20 scuole del territorio. Di queste, 480 bambini hanno effettuato la profilassi per morbillo, parotite e rosolia (Mpr), per la quale si rileva la più alta inadempienza su scala regionale e nazionale.

Bimbi non in regola
Per quanto riguarda la fascia di età tra 0 e 6 anni – che impone la sospensione da asili e scuole materne - i bambini non in regola sono circa una sessantina. Venti di questi hanno avviato e concluso l’iter vaccinale previsto dalla legge. Altri quaranta risultano tutt'ora inadempienti: le famiglie non hanno richiesto appuntamenti né colloqui pre vaccinali. Nel Comune di Crema sono stati segnalati solo due casi d’irregolarità, uno al nido e uno alla materna. L’ente sanitario ha già richiesto al Comune l'elenco iscritti del prossimo anno. Azienda sanitaria e istituti avranno un rapporto diretto. I comuni non avranno più competenza in materia.

Sospensioni e sanzioni
Nei prossimi dieci giorni l’Ats verificherà l’eventuale iscrizione presso istituti del territorio per un’ultima notifica ai genitori. In caso contrario la sospensione dalla frequenza scolastica diventerà effettiva per i bambini con meno di 6 anni. Per la scuola dell’obbligo - dai 6 ai 16 anni – saranno invece applicate le sanzioni pecuniarie previste dal decreto. Saranno commisurate al numero di vaccini e richiami mancanti, notificate e riscosse dall’Ats territoriale. L'importo varia tra 100 e 500 euro. Per il Cremasco 'le posizioni non in regola' riguardano poco più di 700 studenti.

Immunità di gregge garantita
In base alle stime della Società italiana d’igiene sarebbero ancora 30 mila i minori non in regola su scala nazionale. Tuttavia il decreto emanato la scorsa estate pare aver raggiunto l’obiettivo prefissato: molte famiglie hanno risposto all’appello degli enti sanitari, riportando la percentuale di bimbi vaccinati sopra la soglia del 95 per cento. Limite che dovrebbe garantire l’immunità di gregge.

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