12-02-2026 ore 10:30 | Cronaca - Cremona
di Riccardo Cremonesi

Guardia di Finanza. Bancarotta da cinque milioni di euro, un imprenditore ai domiciliari

I finanzieri del comando provinciale di Cremona hanno sottoposto, su disposizione del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Cremona, agli arresti domiciliari l'amministratore di una società a responsabilità limitata, operante nel capoluogo provinciale nell'ambito del settore della rivendita auto, con l'accusa di essere responsabile di condotte fraudolente con le quali avrebbe depauperato il patrimonio della società portandola alla liquidazione giudiziale. Le indagini condotte dal nucleo polizia economico-finanziaria di Cremona, attraverso un’approfondita analisi dei conti bancari, hanno consentito di evidenziare plurime e gravi ipotesi di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, nonché di autoriciclaggio, a vario titolo a carico di tre persone, amministratori della società posta in liquidazione giudiziale.

 

L'autoriciclaggio

Come spiega il tenente colonnello Alessandro Di Filippo, comandante del nucleo Pef di Cremona, “gli indagati avrebbero costituito una rete di società con lo scopo di distrarre ingenti somme, circa 2 milioni di euro, dalle casse della società in liquidazione giudiziale attraverso operazioni finanziarie senza apparente giustificazione economica. In tal senso, hanno anche stipulato un contratto di compravendita basato su pagamenti artefatti, attraverso il quale hanno distratto dal patrimonio della società anche l’immobile sede della rivendita auto, a favore di un’altra società riferibile agli indagati. Quest’ultima ha poi concesso in locazione l’immobile ad una delle loro società, individuando nei relativi canoni, per oltre 70 mila euro, il profitto del reato di autoriciclaggio”.

 

Il sequestro

“Ancora, allo scopo di ostacolare la ricostruzione degli accadimenti societari gli indagati hanno anche occultato le scritture contabili. Infine, in maniera preordinata e sistematica, gli indagati hanno omesso di versare all’Erario le imposte nonché gli oneri previdenziali ed assistenziali per più di 3 milioni di euro. Tali condotte, reiterate nel tempo, hanno portato la società allo stato di insolvenza ed accumulato uno stato passivo di quasi 5 milioni di euro. L’ordinanza ha anche disposto il sequestro preventivo: dell’immobile oggetto della distrazione per la somma di oltre 300 mila euro; delle somme distratte per oltre 1,6 milioni di euro; del profitto del reato di autoriciclaggio per oltre 70 mila euro.