12-01-2013 ore 20:05 | Cronaca - Crema
di Emanuele Mandelli

Mentre un gruppo di ex leghisti cerca di fondare una sezione del partito neonazista a Crema i ragazzi de La Forgia dicono di no. Sabato di tensione in città ma nessun problema

Qualche momento di tensione ma alla fine ha prevalso il buonsenso. L’annuncio di una riunione, in un ristorante di via Cremona, di un gruppo di persone per l’apertura in città di una sede di Alba Dorata, il partito neonazista nato in Grecia, aveva messo in apprensione le forze dell’ordine.

La notizia in rete
La notizia della riunione dei dirigenti nazionali della formazione all’interno di un ristorante cremasco, gestito da un ex leghista che ha deciso di aderire ad Alba Dorata, era corsa anche sui social network e sui siti di controinformazione. In tanti in città erano tornati col pensiero al periodo in cui la città fu messa sottosopra dalla querelle legata all’intenzione di titolare una via a Sergio Ramelli che aveva portato per tre settimane di fila in città rappresentanti dei centri sociali di tutta Italia.

Passaggio in via Cremona
Ma alla fine è stato solo un sabato di leggera tensione. Nel luogo del ritrovo, presidiato dalle forze dell’ordine, sono confluiti in pochi e alla spicciolata. I ragazzi del centro sociale La Forgia, dopo un passaggio in via Cremona, hanno tenuto un breve presidio in piazza Duomo e poi un volantinaggio al mercato.

Il volantino
Guardati a vista dalle forze dell’ordine hanno distribuito un volantino dal titolo: “fuori i nazisti di Alba Dorata da Crema”. Il testo spiega le origini del partito ai cremaschi: “Alba Dorata italiana, così come quella greca, si richiama al nazismo anche con i simboli. La sostanza rimane la stessa: il ruolo dei fascisti nei momenti di crisi economica è sempre quello di dirottare la rabbia popolare verso gli strati più deboli della società per distoglierla dalla vera causa della loro condizione di sfruttamento: il capitalismo”.