“La Polizia di Stato della provincia di Cremona è sempre più in sofferenza. Ii tanto decantati incrementi di personale non sono affatto incrementi, ma semplicemente rattoppi che a mala pena coprono i recenti pensionamenti ed i numeri lo dimostrano chiaramente”. La segreteria provinciale del Sindacato autonomo di Polizia evidenzia come l'attuale situazione "porterà ad avere grossissime difficoltà nel garantire i servizi di controllo del territorio”.
Turni di pattugliamento
“Per il commissariato di Crema si rischierà di non poter garantire l’equipaggio della 'Squadra volante' su ogni turno, mentre per la questura di Cremona la situazione rimarrà sostanzialmente invariata rispetto alle precedenti nostre segnalazioni: il numero degli operatori è sempre troppo limitato e continuamente in affanno per garantire la presenza di almeno due volanti sul territorio. I presidi presso i due principali ospedali della provincia, gli uffici di polizia dell’ospedale Maggiore di Cremona e dell’ospedale Maggiore di Crema, sono garantiti da un unico operatore per turno, con evidente pregiudizio per la loro sicurezza e per l’efficacia degli interventi: è recente un grave episodio in cui un operatore in servizio al posto di polizia dell’ospedale di Cremona è stato aggredito da un utente in stato di alterazione e solo l’intervento delle guardie giurate, ha scongiurato ben più gravi conseguenze. Guardie giurate che a Crema non sono nemmeno presenti durante il turno di servizio mattutino, così che in caso di necessità nessuno è in grado di intervenire tempestivamente in ausilio all’unico operatore presente”.
Il parco macchine
“Le autovetture destinate al controllo del territorio, indispensabili per garantire gli interventi delle Squadre volanti sono sempre più inefficienti, i chilometri aumentano ma le vetture sono sempre le stesse. Sono poche e sempre più vecchie". Il sindaco spiega di ritenere "paradossale che gli sforzi fatti da tutto il personale della Polizia di Stato della nostra provincia, vengano vanificati dalla carenza di autovetture, mezzi ed equipaggiamenti. Un esempio della paradossale situazione in cui ci troviamo è che ormai da anni non si riesce a riparare l’autolavaggio in dotazione e che non si riesca nemmeno a tamponare il problema con una convezione con un ditta esterna. Viene invcece lasciata a disposizione degli operatori una canna da irrigazione ed uno spazzolone logoro, costringendo i colleghi a pagare di tasca propria il lavaggio dei mezzi su cui lavorano giorno per giorno”.
Controlli stradali e ferroviari
“Il controllo della viabilità stradale in tutta la provincia è sempre più in affanno a causa di una costante carenza di personale presso tutte le articolazioni provinciali della polizia stradale, sia nella sezione di Cremona che nei distaccamenti di Crema, Casalmaggiore e Pizzighettone. Troppo spesso la vigilanza del tratto autostradale viene garantita dal personale che dovrebbe invece vigilare sulle strade provinciali. In questo modo si sguarnisce l’intero territorio, già normalmente coperto da una sola pattuglia. Pattuglia che deve occuparsi degli incidenti e della viabilità di tutta la provincia ed è costretta spesso a spostamenti in emergenza tra Casalmaggiore e Crema e viceversa".
L’Ufficio immigrazione
"Negli ultimi anni l'ufficio immigrazione ha visto un costante e massiccio incremento dei carichi di lavoro, vanificati gli ultimi potenziamenti di personale a causa dei recenti trasferimenti ministeriali, che a fronte di tre uscite, di cui un vice ispettore assegnato da pochi mesi, vede in arrivo un solo agente. Il piano organico di Polizia ferroviaria prevede almeno 12 unità, al contrario può contare solamente su sei operatori, che dovrebbero assicurare l’apertura dell’ufficio, le pattuglie nelle stazioni della provincia nell’arco delle 24 ore, le scorte e la vigilanza sui convogli. Numeri che rendono, di fatto, il servizio di vigilanza e controllo “part-time”. La situazione è sempre più preoccupante e riteniamo inaccettabile che l’impegno delle donne e degli uomini della Polizia di Stato di tutta la provincia sia limitato e talvolta vanificato da carenze croniche e generalizzate a cui da anni non si trova rimedio”.