10-06-2026 ore 11:48 | Cronaca - Crema
di Denise Nosotti

San Pantaleone: solennità in Duomo coi sindaci della diocesi. 'Siate martiri del quotidiano'

È sempre bello ritrovare sindaci, amministratori, rappresentanti del mondo del volontariato e delle forze dell’ordine, onorare il patrono di Crema, san Pantaleone. Come da tradizione, le autorità, prime fra tutte il sindaco della città Fabio Bergamaschi, si sono radunate davanti al palazzo della curia per poi incontrare, nella sala rossa, il vescovo di Crema Daniele Gianotti. Breve, ma significativa l’esortazione del presule a proseguire nel loro compito di ‘profusione del bene’ per la comunità che amministrano o per il compito che svolgono nel campo del volontariato. Alla fine ha consegnato ai presenti la pubblicazione artistica, presentata nella serata di martedì 9 giugno con la musica de La Rossignol e la partecipazione dell’attore cremasco Luigi Ottoni.

 

 

Eucarestia in Duomo

Al termine dell’incontro istituzionale, le autorità si sono spostate in cattedrale per l’eucarestia solenne presieduta dal vescovo e concelebrata dai sacerdoti del capitolo della cattedrale e della diocesi. Ai lati dell’altare, sostavano i carabinieri in alta uniforme. I canti sono stati affidati alla Polifonica Cavalli diretta da Riccardo Dolci e accompagnata all’organo da Pietro Miragoli. Nell’omelia il vescovo ha commentato l’enciclica di papa Leone XIV Magnifica humanitas: “anche nelle notti più buie, il Signore suscita uomini e donne capaci di non rassegnarsi e di perseverare nel bene: persone che proteggono i fragili e aprono varchi di riconciliazione. La memoria dei santi e dei giusti, dei costruttori di pace spesso dimenticati, mostra che la grazia non elimina il conflitto con un gesto magico, ma genera una resistenza operosa al male e una sorprendente creatività nel bene. Sono parole che ci aiutano a situare meglio la festività annuale che ci vede raccolti per rendere grazie a Dio, perché continui a benedire la nostra chiesa e la nostra terra cremasca, attraverso l’intercessione e la protezione di san Pantaleone. In concreto, il papa suggerisce alcune linee di azione, attraverso le quali ciascuno può dare un contributo, grande o piccolo che sia, a questo cantiere di speranza, senza nascondersi dietro la tentazione sottile [di] pensare che i problemi siano troppo grandi e noi troppo piccoli, e che dunque le nostre scelte non spostino nulla. È una forma elegante di resa, spesso mascherata da realismo. Alcune di queste linee di azione proposte dal papa si incrociano anche anche con la liturgia che stiamo celebrando in onore di San Pantaleone”.

 

 

Lo sguardo delle vittime

Così, ad esempio, quando Papa chiede di disarmare le parole: e possiamo notare che l’apostolo Pietro, mentre chiede ai cristiani di essere pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi, aggiunge subito: Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, non ripagando chi dovesse parlare male di loro con la stessa moneta. Come dice il papa, abbiamo una possibilità reale di contribuire al bene ogni volta che diciamo la verità, che diamo un consiglio saggio, che sosteniamo chi ha bisogno di conforto, che denunciamo un’ingiustizia, che diamo voce a chi non ne ha. Anche la seconda via indicata dal Papa, costruire la pace nella giustizia, ci rimanda all’avvertimento con il quale l’apostolo Pietro segnala ai cristiani la possibilità che debbano soffrire per la giustizia. Papa Leone invita ancora ad assumere lo sguardo delle vittime, che implica la capacità di prendere posizione, di non rimanere neutrali. Il martirio è spesso il frutto della presa di posizione di chi si schiera a fianco delle vittime: è stato così per il beato Alfredo Cremonesi in Birmania, o per sant’Oscar Romero in Salvador, o per i martiri d’Algeria di cui ricorre quest’anno il trentesimo del martirio, e per tanti altri.

 

 

I martiri del quotidiano

Il papa fa riferimento anche ai martiri del quotidiano che curano, educano, accompagnano, consolano senza clamore, come i genitori, gli infermieri, i medici, i volontari, le persone che restano accanto a un anziano o a un escluso. La loro testimonianza mostra che il bene non procede in automatico, ma richiede perseveranza, memoria, e una conversione che rende capaci di ricominciare anche dopo le sconfitte. La testimonianza di questi martiri del quotidiano, conosciuti ma, soprattutto, sconosciuti, ci sostiene nella convinzione che è possibile, per grazia di Dio, edificare la civiltà dell’amore anche in un mondo che sembra privilegiare criteri di potenza, logiche di conflitto, forme di sopraffazione, e che rischia di fare della rapidissima innovazione tecnologica un fine in sé, anziché uno strumento a servizio dell’umano e del suo sviluppo armonioso. È possibile contribuire a edificare la civiltà dell’amore, ma è una sfida esigente. Per questo, per contribuire a edificarla qui, in questo territorio cremasco che si affida alla sua protezione, noi invochiamo l’intercessione di san Pantaleone: lui, un cristiano che si è preso cura dei fratelli esercitando l’arte medica, un discepolo del Signore Gesù che lo ha seguito fino all’effusione del sangue, aiuti anche noi a vivere il martirio del quotidiano, ciascuno secondo le sue responsabilità e possibilità, e a essere costruttori pazienti di un mondo sempre più a misura dell’uomo, quanto più è fedele al mandato di Dio”.

 

 

Benedizione all’esterno della cattedrale

Al termine, come da tradizione, i sindaci del territorio hanno portato all’altare il cero votivo così come si usava nell’antichità. Dopo la comunione si è snodata una breve processione fino all’ingresso sud del Duomo, durante la quale il canto della Polifonica è stato accompagnato dall’orchestra di fiati Il Trillo di Crema. Qui, il vescovo ha impartito la benedizione con la reliquia del patrono alla città e alla diocesi, concludendo così la solenne celebrazione. È seguito il rinfresco sotto i portici del comune. Gli appuntamenti per la ricorrenza del patrono si concluderanno domenica 14 giugno, alle 21 con il concerto dell’ensemble Forum Novum sotto la guida di Federico Salvatori in auditorium Manenti. Andrea Conca regalerà un brano di campanelle a festa con il suo castelletto portatile da tavolo, collocato nei pressi della pedana palco.