10-06-2021 ore 18:46 | Cronaca - Crema
di Andrea Galvani

San Pantaleone: dalla peste al Covid19, Crema si affida al patrono misericordioso

Il 10 giugno di ogni anno Crema festeggia il proprio patrono, san Pantaleone, martire per decapitazione a Nicomedia, l’odierna Izmit, in Turchia, il giorno 27 luglio del 305. La città dal 285 era capitale dell’impero romano. Il medico anargiro (ovvero che non accettava di essere pagato per le cure) viene invocato in tutte le chiese, cattoliche ed ortodosse, col nome di Panteleimone, ovvero “misericordioso con tutti”. Stamattina in cattedrale è stato ricordato durante la messa celebrata da don Emilio Lingiardi. 

 

I benedettini

Il 1 dicembre 1097 i monaci benedettini di Montecassino arrivarono a Crema, perché i signori Enrico II e Belisia hanno offerto loro la proprietà della piccola chiesa di sant’Andrea (poi chiamata di san Benedetto). Furono loro a diffondere la devozione al medico e martire Pantaleone, intitolandogli anche uno dei diversi ospedaletti per l’accoglienza e la cura dei malati. Nel 1317 a Venezia, nella chiesa di san Simeone, in una cassa portata da Costantinopoli nel 1203 da due veneziani e custodita nel sacrario dell’altare vengono ritrovate reliquie del cranio di Pantaleone. Come racconta don Giuseppe Degli Agosti, “alcuni cremaschi presenti chiesero ed ottennero di portare una reliquia nella loro chiesa maggiore, il Duomo, allora in costruzione: qui ancora è conservata, in un reliquiario, dal volto umano, di rifacimento ottocentesco”.

 

La peste

“Il 10 giugno del 1361, sotto la dipendenza politica e religiosa da Milano (1335-1449), si onorava, secondo il calendario milanese, san Pantaleone”. A Crema e nel territorio circostante infuriava la peste. Nella sua Historia, il massimo storico cremasco, Pietro Terni (1476-1553), scrisse: “Il glorioso Redentore la mente aperse de puoveri amalati, che ricorrere si dovessero a Panthaleone Sancto. Fatto il voto, subito nel decimo giuorno di zugno, rimase la terra dala malvagia sorte liberata e il Sancto Protectore fu veduto in aere sopra la terra con la mano distesa”. Il mese successivo, nel luglio del 1361, la città proclama come proprio patrono san Pantaleone, abbandonando i precedenti san Sebastiano e san Vittore.

 

L’epidemia di colera

L’11 aprile 1580 papa Gregorio XIII (1572-1585), con la Bolla Super Universas, istituì la diocesi di Crema e nel novembre successivo nominò il primo vescovo, Girolamo Diedo. Nel documento papale non viene ricordato san Pantaleone, ma la chiesa di Crema lo accolse e ratificò come patrono anche religioso, oltre che civile, il santo martire, scelta che era stata propriamente dell'autorità civile. Nel 1836 a Crema imperversava una epidemia di colera. I cremaschi si affidarono nella preghiera al medico e il 27 luglio, giorno del suo martirio, l’epidemia cessò.

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