10-01-2026 ore 20:07 | Cronaca - Dall'italia
di Elena De Maestri

Alta velocità: il 66 per cento dei treni è in ritardo. Nei giorni feriali i minuti si allungano

Nel 2025 quasi due treni su tre dell’alta velocità italiana sono arrivati in ritardo. È quanto emerge dal dossier Altra Velocità 2025, un’analisi di Europa Radicale basata sul monitoraggio sistematico di 90.425 treni ad alta velocità di Trenitalia, effettuato giorno per giorno dal primo gennaio al 31 dicembre 2025. I dati mostrano un quadro strutturale di criticità: 59.501 treni, pari al 66 per cento del totale, hanno registrato un ritardo all’arrivo. I minuti complessivi di ritardo accumulati nell’arco dell’anno sono stati 973.881, equivalenti a 676 giorni, ovvero un anno e dieci mesi di tempo perso.

 

Tempo perso

L’analisi evidenzia che nessun mese del 2025 scende sotto il 50 per cento di treni in ritardo. Anche nel periodo migliore, agosto, la puntualità si ferma al 47 per cento, Due treni su tre arrivano in ritardo: sulla rete alta velocità 676 giorni di tempo perso in un anno un reale miglioramento del servizio. Tra le diverse tipologie di servizio, i Frecciabianca risultano i più penalizzati, con una media annua del 73 per cento di treni in ritardo, seguiti dai Frecciargento (71 per cento). Anche i Frecciarossa, che rappresentano oltre il 90 per cento dei treni monitorati, registrano ritardi nel 65 per cento dei casi.

 

Giorni della settimana

L’elaborazione del dataset ha consentito di analizzare i ritardi secondo diverse dimensioni: per singola corsa, per tratta, per giorno della settimana e per periodo dell’anno. L’analisi si concentra sui servizi di Trenitalia non per una valutazione comparativa di merito rispetto ad altri operatori, ma per ragioni di disponibilità dei dati. Nei giorni feriali emerge un quadro di forte stabilità dei ritardi, con percentuali che oscillano in un intervallo molto ristretto: dal 66,8 per cento del lunedì al 68,9 per cento del venerdì. L’assenza di variazioni significative tra un giorno e l’altro indica che i ritardi non sono concentrati in specifiche giornate critiche, ma rappresentano una condizione ordinaria del servizio nel ciclo settimanale.

 

 

Numeri ridotti nel weekend

Nel fine settimana il numero complessivo di treni in circolazione diminuisce sensibilmente, passando da una media feriale di circa 260 treni al giorno a meno di 230. A questa riduzione corrisponde un calo della quota di treni in ritardo, che scende al 59,9 per cento il sabato e al 57,9 per cento la domenica. Tuttavia, anche nei giorni a minore intensità di traffico, oltre la metà dei treni continua a non rispettare l’orario previsto. Ci sono con giornate caratterizzate da ritardi medi contenuti che si alternano a picchi improvvisi, talvolta superiori ai 20–30 minuti. Questi episodi non risultano concentrati in periodi eccezionali, ma sono distribuiti lungo tutto l’arco dell’anno. I treni che accumulano i ritardi maggiori percorrono l’intera direttrice Reggio Calabria–Milano/Torino. Questo dovuto al passaggio per il corridoio tirrenico meridionale, la dorsale principale e alcuni dei principali nodi del sistema. Il risultato è che i treni a lunga percorrenza che attraversano più segmenti critici hanno una probabilità molto più alta di accumulare ritardi elevati.