08-03-2021 ore 15:30 | Cronaca - Crema
di Riccardo Cremonesi

Crema e Cremona: case d’appuntamento con triage sanitario, due le persone arrestate

Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Con questa pesante accusa, stamattina i carabinieri hanno arrestato due persone, un uomo di 73 anni residente a Fiorenzuola d’Arda e la sua convivente, una donna cinese di 52 anni. Secondo il Gip Elisa Mombelli ed il pubblico ministero Vitina Pinto, “per attirare la clientela anche in pieno lockdown e per non perdere il giro di affari, avevano organizzato con triage sanitario le due case di appuntamento a Crema, in via Serio, e Cremona, in via Bergamo”. Articolata l’organizzazione: “Dopo una rapida valutazione sull’apparente stato di salute e ricevuto il denaro, la donna accompagnava il cliente in un disimpegno e gli provava la temperatura con un termometro digitale. Gli disinfettava le calzature, lo igienizzava, gli dava una mascherina e alla fine veniva introdotto nell’area trattamento ‘massaggi’ per ricevere la prestazione sessuale pattuita”.

 

I centri massaggi

Secondo gli inquirenti “veniva favorita la prostituzione di giovani donne di nazionalità cinese, dietro il paravento di un’attività di centro massaggi. Tra le segnalazioni anche quelle di alcuni professionisti o uomini che per motivi di lavoro frequentavano altri uffici presenti nel condominio ove era stata creata la casa d’appuntamento che avevano ricevuto delle esplicite avances da ragazze cinesi che verosimilmente vivevano all’interno dell’appartamento”. L’attività era stata “ampiamente pubblicizzata su rete internet e attraverso la pubblicazione di annunci”.

 

Reclutate e minacciate’

“In particolare un appartamento di un elegante condominio residenziale in via Bergamo di Cremona, è stato individuato quale luogo in cui alcune giovani donne cinesi, venivano fatte prostituire dalla coppia. Ragazze che venivano reclutate tramite annunci di lavoro per massaggiatrici, quindi fatte alloggiare e nel caso in cui non avessero accettato di prostituirsi, minacciate di rimanere senza lavoro e segregate in casa”. Le prestazioni andavano dai 30 ai 50 euro e le ragazze “ciclicamente sostituite, anche se tutte provenienti dalle comunità cinesi di Milano e Pavia”.

 

Le telecamere e ‘le persone cattive’

Per controllare l’accesso ai clienti i due avevano piazzato una telecamera all’ingresso dell’appartamento affittato da una professionista cremonese, totalmente estranea alla vicenda. Quando ha fatto notare che la telecamera violava il regolamento condominiale, “l’uomo ha risposto che l’aveva istallata perché in giro ci sono delle persone malvage che avvicinano gli anziani come lui con cattive intenzioni”. I clienti provenivano dalle province di Cremona, Piacenza, Parma, Lodi, Mantova e Brescia. Frequentavano gli appartamenti “in orari diurni per “mascherare il sospetto via vai” con le numerose regolari attività di ufficio che si svolgevano negli altri appartamenti occupati nei condomini di Cremona e di Crema”. Clienti sui quali sono in corso gli approfondimenti dei carabinieri.

 

La base logistica

La magistratura ritiene che l’abitazione della coppia, nei pressi della stazione ferroviaria di Fiorenzuola d’Arda, “fosse stata usata quale base logistica, utilizzata per ospitare le donne reclutate” e poi fatte prostituire. Durante il controllo, il settantatreenne si è scagliato contro i carabinieri. Indossava una fondina “per una pistola ad aria compressa. Nel caricatore 14 dei 16 colpi complessivi. Pallini metallici che l’uomo ha detto siano stati usati per difendersi dai malintenzionati, ma che le indagini hanno chiarito era detenuta per spaventare eventuali clienti problematici”. I militari hanno sequestrato “abbigliamento succinto, preservativi, gel ed oli lubrificanti, spray igienizzanti nella camera da letto dove venivano consumate le prestazioni sessuali e una somma in contanti di oltre 16.000 euro in banconote di piccolo taglio”. I due arrestati sono stati trasferiti in carcere a Cremona e Verziano.

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