07-03-2013 ore 18:14 | Cronaca - Crema
di Andrea Galvani

Crema. Teatro San Domenico, Coffetti nuovo direttore artistico. Ingerenze politiche, Marotta medita di lasciare. Il centrodestra vuole le dimissioni di Elisa Marinoni

Il nuovo direttore artistico del teatro San Domenico, con mandato di un anno, è Enrico Coffetti, che fino allo scorso 31 dicembre svolgeva il ruolo di consulente. La sua nomina è stata decisa ieri sera dal consiglio di amministrazione della Fondazione San Domenico. Durante la conferenza stampa di stamattina, il presidente della Fondazione San Domenico ha svelato alcuni retroscena piuttosto inquietanti, che hanno immediatamente sollevato pesanti critiche da parte della minoranza in consiglio comunale.

Rimesso il mandato
Ieri sera Marotta ha rimesso il proprio mandato, riconfermato all’unanimità. Incassata la fiducia dei consiglieri, il presidente della Fondazione è apparso comunque piuttosto amareggiato dalla gazzarra scatenata da alcuni organi di stampa e da una parte politica, al punto dal prendersi qualche giorno per valutare l'opportunità di proseguire nell'incarico.

Retroscena
A pesare in modo molto sostanziale sull'uomo al vertice della Fondazione di piazza Trento e Trieste dalla scorsa estate i retroscena che hanno portato alla nomina di Coffetti a scapito del super favorito Pierfrancesco Pisani, cremonese di 30 anni, con un curriculuum giudicato all'altezza, una richiesta economica di 15 mila euro annui ma secondo Marotta con due insormontabili problemi: essere senza partita Iva - argomento piuttosto tenue - e soprattutto passibile di un vistoso conflitto d'interessi.

Il conflitto d'interessi
Come denunciato pubblicamente dall'ex presidente del consiglio comunale Antonio Agazzi, Pisani sarebbe stato fortemente sponsorizzato da Elisa Marinoni, consigliere d'amministrazione nominata dal Partito Democratico. Fin qui nulla di male e di certo non una novità, se non fosse che i due sarebbero legati professionalmente.

Strumentalizzazioni
Per Marotta il capogruppo di Servire il cittadino, ovvero Agazzi, avrebbe strumentalizzato la vicenda, perché il conflitto d'interessi sarebbe in realtà stato affrontato dal consiglio e risolto in tempi non sospetti. Anzi, per dirla con le sue parole " le informazioni emerse a mezzo stampa nei giorni scorsi non erano aderenti alla realtà in primo luogo il cda prende decisioni con tranquillità e con uno spirito di condivisione". Su quest'ultimo aspetto i dubbi rimangono, anche se "la decisione di non nominare Pisani — ha assicurato Marotta — è stata presa il 22 febbraio dalla commissione teatro composta da Elisa Marinoni, Franco Gallo e Paolo Mariani".

La ricerca di visibilità
I capigruppo di minoranza Antonio Agazzi, Paolo Patrini e Laura Zanibelli hanno diramato una nota comune piuttosto pesante, riprendendo e replicando a Marotta che stamattina non è stato certo tenero con i referenti politici: "che la politica cerchi di prendere visibilità sfruttando il San Domenico lo trovo vergognoso, il cda della Fondazione è sovrano, e le critiche sono accettate se sono costruttive" ha affermato Marotta.

La reazione politica
In tutta risposta, Agazzi, Patrini e Zanibelli hanno esordito così: “La Fondazione San Domenico, in quanto tale di natura privata anche se gode di un cospicuo finanziamento pubblico, legittimamente opera le sue scelte in seno al Cda, se ne assume le responsabilità, oneri ed onori. E per questo, l’abbiamo sempre rispettata e sempre la rispetteremo, anche se non dovessimo condividerne le scelte. Ma non possiamo tacere riguardo alla recente vicenda relativa alla scelta del Consulente artistico”.

I criteri di selezione
“Non solo - aggiungono - non è stata fatta una selezione aperta di curriculum vitae, con un semplice bando o comunicazione a mezzo stampa, sul sito eccetera, addirittura apprendiamo dalla stampa che il Consigliere del CdA Elisa Marinoni ha selezionato, fortemente sostenuto, proposto la candidatura di un “esperto” (le virgolette son dovute alla non conoscenza diretta del CV) con cui intrattiene collaborazioni professionali. Il cda e bene ha fatto il presidente Marotta che lo ha convocato in modo straordinario, non ha quindi ritenuto più sostenibile tale candidatura, riprendendo in considerazione e nominando il precedente Consulente artistico Enrico Coffetti”.

Il tempo perso
"Tralasciando di rimarcare oltre misura il tempo perso, ringraziamo Coffetti per la disponibilità dimostrata nell’accettare la conferma nel ruolo suddetto, dopo esser stato “bocciato” proprio dalla Consigliera Marinoni che, internamente al CdA, è delegata a seguire l’attività artistica teatrale. Chiediamo, tuttavia, a questo punto, che Elisa Marinoni - Consigliere rappresentante del Comune di Crema in quota PD e quindi Maggioranza - si dimetta dall’incarico, avendo dimostrato chiaramente di non seguire - prima volta in seno alla Fondazione San Domenico - criteri trasparenti e corretti, al contrario, anzi, clientelari e viziati da rapporti professionali personali".

Clientelismi e familismi
"Addirittura il sindaco, sulle pagine odierne della stampa locale, lo conferma, dichiarando: ”da sempre sostengo che clientelismi e familismi non devono esistere, l’ho ribadito chiaramente anche ai vertici della Fondazione”. Resta preferibile, per il futuro, la procedura di un bando di evidenza pubblica, che consenta di valutare tutte le candidature e le competenze che ritenessero di concorrere, evitando selezioni eccessivamente discrezionali". La vicenda di certo non finisce qui e coinvolge tutta l'amministrazione comunale.

Revisione completa
Alcuni esponenti politici assicurano che la valutazione del merito ed il metodo di assunzione dei dipendenti della Fondazione San Domenico verrà approfondita.
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